di M. To, F. T. e Fra. Tor.
Lo schianto è stato improvviso, intorno alle 7 e 30 di mercoledì mattina, in un cantiere edile di piazza Dalmazia dove sono in corso i lavori di ristrutturazione di uno stabile. Una gru alta diversi metri si è letteralmente piegata su un lato, finendo contro il muro di un edificio e schiantandosi sul tetto. Sfondandolo.
La vittima Non ce l’ha fatta Pierino Maraga, 99 anni, l’unica persona rimasta ferita nell’incidente. Viveva all’ultimo piano dell’edificio di via Buonarroti che ha riportato i maggiori danni in seguito alla caduta della gru. I vigili del fuoco lo avevano estratto dalle macerie del solaio, crollato sotto il peso della struttura in ferro. L’anziano era stato trasportato immediatamente in ospedale e le sue condizioni, alla luce dei primi esami, erano sembrate buone. Nel pomeriggio però il 99enne si è improvvisamente aggravato, fino al decesso.
L’ospedale È la direzione del nosocomio ternano a ricostruire, in una nota ufficiale, il tragico epilogo: «L’uomo – si legge – era stato ricoverato al pronto soccorso intorno alle ore 8 e 30 e le sue condizioni risultavano buone, gli esami diagnostici non avevano evidenziato particolari criticità, ma in via precauzionale era rimasto in osservazione breve. Intorno alle ore 16 e 30 – spiegano dal Santa Maria – si è verificato un arresto cardio-respiratorio improvviso per il quale sono risultate inutili tutte le manovre rianimatorie eseguite».
Autopsia Il medico che ha constatato la morte improvvisa ha presentato il referto all’autorità giudiziaria, un «atto dovuto in presenza di incertezza sulla causa naturale del decesso». Gli esami diagnostici eseguiti nel corso della giornata avevano evidenziato la presenza di un aneurisma addominale, che – affermano dal Santa Maria – «non sembrerebbe direttamente correlabile all’episodio del decesso». Spetterà all’autorità giudiziaria l’eventuale approfondimento delle cause di morte attraverso l’esame autoptico.
Sfiorata la strage La sensazione, poi, diventata certezza con il passare del tempo, è stata subito che si sia sfiorata un’autentica strage. Se la gru fosse caduta sull’altro lato del palazzo, quello che guarda verso piazza Dalmazia, a quell’ora interessata da un traffico intenso; o sul lato opposto rispetto a quello interessato dal crollo, le conseguenze avrebbero potuto essere disastrose: «Poteva essere una strage», ha commentato un tecnico intervenuto sul luogo dell’incidente.
La dinamica Da quanto appreso, l’incidente sarebbe dovuto ad un cedimento del terreno su cui la gru era stata montata, nel cortile interno del palazzo, dalla ditta Flamini che sta eseguendo i lavori. Nei giorni scorsi erano state fatte delle verifiche slla stabilità della gru, che avrebbero dato esiti tranquillizzanti, ma già intorno alle 7 di mercoledì mattina gli operai del cantiere si erano resi conto che qualcosa non andava.
Non hanno fatto in tempo Una comunicazione, infatti, sarebbe stata fatta pervenire al comando di polizia municipale, nella quale si avvertiva che sarebbero stati fatti dei lavori di parziale smontaggio della struttura, per provvedere alla sua messa in sicurezza: poco dopo, però, la gru è venuta giù.
L’inchiesta Sull’incidente è stata già avviata un’inchiesta, affidata al sostituto procuratore Tullio Cicoria, che dovrà far luce sulla dinamica dei fatti – la morte dell’anziano, ovviamente, potrebbe determinare l’ipotesi di ‘omicidio colposo’ – e giungere a stabilire con esattezza quali ne sono state le cause. Sotto la lente dei periti ci potrebbero finire l’analisi geologica del terreno su cui la gru era stata posta, da circa due settimane, e la realizzazione del basamento della stessa.
L’intervento In tarda mattinata in via Buonarroti, proprio sui parcheggi che si trovano fra i due palazzi danneggiati, sono state piazzate due gru di notevoli dimensioni con cui è stato possibile avviare le operazioni di smontaggio e messa in sicurezza. A supporto dell’intervento, disposto dal comandante provinciale dei vigili del fuoco Michele Zappia di concerto con i tecnici intervenuti sul posto, sono stati predisposti anche due mezzi del 115 con relative scale.
La procedura I vigili del fuoco, da quanto appreso, provvederanno a rimuovere la zavorra per poi procedere con il taglio del braccio meccanico finito sui due edifici. L’intervento potrebbe concludersi nel giro di 24 ore: l’incognita è rappresentata dalle condizioni meteo con forti piogge che creano più di una difficoltà agli operatori.
Evacuazione Cinque i palazzi oggetto di sgombro a seguito del crollo. La disposizione, richiesta dai vigili del fuoco, si è resa necessaria per consentire la rimozione della gru in totale sicurezza. Secondo i tecnici, maltempo permettendo, l’operazione di rimozione dei rottami dovrebbe essere conclusa al massimo nella mattinata di giovedì.
L’assistenza Sono circa 50 le famiglie interessate allo sgombro e per la loro assistenza, a cominciare dai pasti, sono stati attivati i centri sociali. Per la notte, le persone non autosufficienti troveranno alloggio all’interno di strutture sanitarie specializzate.
Il punto della situazione Tutti gli altri si divideranno fra alberghi (circa 25 persone in tutto) e abitazioni, di proprietà o reperite attraverso la disponibilità di familiari e amici. Stando al primo censimento effettuato dalla protezione civile comunale, la stragrande maggioranza delle persone coinvolte ha trovato sistemazione alternative per proprio conto. I dettagli li ha illustrati a Umbria24 il vice sindaco, Francesca Malafoglia.
GUARDA L’INTERVISTA A FRANCESCA MALAFOGLIA
«Sembrava il terremoto» Spaventati e sgomenti, gli abitanti dei due palazzi coinvolti: «Sembrava il terremoto – racconta un’anziana donna, scappata di casa praticamente in pigiama, sopra il quale un vigile del fuoco le ha appoggiato la sua giacca – perché si è sentito un gran botto e poi ha tremato tutta la casa. Siamo scappati via subito e solo quando siamo arrivati qui sotto abbiamo capito». Lì vicino c’è un’altra donna, di un palazzo non interessato dal crollo: «Mi ha svegliato il rumore e poi il lungo tremolio del palazzo anche a me ha fatto pensare al terremoto. Venga a casa mia – dice poi all’altra donna – che le preparo qualcosa di caldo».
«Adesso dove andremo?» Ancora sotto shock per quanto accaduto, agli abitanti dell’ala del palazzo interessata al crollo arrivano le prime notizie della necessità di evacuare gli appartamenti nei quali abitano: «Ci mandano via? – chiede spaventato un uomo – E dove andiamo, adesso? Questa casa è tutto quello che ho». Poi gli spiegano che si tratta di un provvedimento momentaneo e che gli verrà trovata una sistemazione dignitosa, ma lui non si tranquillizza: «Ci sarà un’inchiesta e di solito queste cose sono lunghe – commenta senza preoccuparsi della pioggia che comincia a cadere con insistenza – ma io voglio tornare a casa presto».
Le autorità sul posto Il sindaco Di Girolamo, con la vice sindaco Francesca Malafoglia e gli assessori Francesco Andreani e Stefano Bucari, si sono portati sul luogo dell’incidente «per verificare di persona lo stato dalla situazione – sono state le prime dichiarazioni – e rassicurare le persone coinvolte che l’amministrazione comunale farà in modo che, oltre ad essere assicurata una sistemazione immediata per le famiglie che dovranno lasciare le proprie case, questa soluzione duri per il minor tempo possibile».

Praticamente Pierino Maraga non è morto per colpa della Grù ma per colpa dell’incompetenza del nostro prontosoccorso e dei nostri medici e paramedici che, a quanto pare, con la burocrazia instaurata attualmente nell’azienda ospedaliera, ci sguazzano e ti fanno aspettare 10 ore per un’esame. Tutto quel tempo passato al prontosoccorso a fare nulla porta il paziente ad aggravarsi e a spazientirsi… oramai, oggi come oggi, l’ospedale non punta più a curarti, ma a guadagnare(mutua) sui mali che, se uno non ce l’ha, vengono provocati dai tempi d’attesa lunghi e le cure tardive
che a mio parere vengono applicate in questo modo “volontariamente”.