La Valnerina alza la voce. E lo fa attraverso tredici sindaci che compattamente battono i pugni sul tavolo della Regione, chiedendo che i rispettivi territori vengano riconosciuti e inseriti tra le Aree interne dell’Umbria che potranno accedere a particolari risorse europee nell’ambito di partite strategiche come Fesr, Fse e Feasr.
Valnerina terza area interna Il territorio che si estende da Cascia fino a Sellano e Montefranco non è stato previsto come raggruppamento dal documento quadro varato dalla giunta regionale che ha individuato soltanto due aree interne della regione, quelle dell’Eugubino-Gualdese e dell’Orvietano. La richiesta dei tredici sindaci è quindi chiara: «Affinché l’Umbria possa ottenere una pari dignità per i suoi abitanti occorre modificare quell’atto, individuando una terza area, quella della Valnerina appunto, comprendente Norcia, Cascia, Preci, Sellano, Cerreto di Spoleto, Monteleone di Spoleto, Poggiodomo, Vallo di Nera, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Ferentillo, Montefranco, Polino, Arrone e Stroncone».
Le ragioni dei 13 sindaci E il perché è presto detto: «Questi territori – scrivono i sindaci – costituiscono un’area pienamente rispondente ai criteri di classificazione previsti sia sotto il profilo geografico che dei servizi essenziali, fattori all’origine del calo demografico ormai strutturale. La Valnerina – ribadiscono – rappresenta di fatto il soggetto ideale per una destinazione delle opzioni strategiche di intervento economico comunitario a tutela del territorio e delle comunità locali, ma anche al fine di valorizzare compiutamente le risorse naturali, agro-alimentari, culturali e turistiche, così da poter creare occupazione in loco per scongiurare l’emigrazione della popolazione giovane».
