di C.F.
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Applausi a scena aperta per Franca Valeri, tanto stoica quanto straordinaria nel suo Il cambio dei Cavalli, portato in scena a Spoleto57. Apprezzatissimo dal pubblico anche Luca Barbareschi che al Romano ha raccontato i primi quarant’anni di carriera con Cercando segnali d’amore nell’universo. Entrambi gli spettacoli hanno riscosso un grande successo tra il pubblico del Festival dei Due Mondi che, archiviato il primo weekend, attende il Peter Pan di Bob Wilson con il Berliner ensemble e le musiche delle sorelle Cocorosie.
TUTTI IN PIEDI PER FRANCA VALERI (foto)
Franca Valeri L’attrice italiana al San Nicolò, tutto esaurito, ha interpretato magnificamente il ruolo della matrigna buona di Urbano Barberini, in scena figlio dello storico amante della Valeri e oggi imprenditore di successo, ma soprattutto rappresentazione dell’uomo moderno spaventato dalla donna aggressiva e manipolatrice, in scena Alice Torriani. Con grazia e ironia Valeri, definita da Giorgio Ferrara «la più giovane autrice di 94 anni», propone un confronto generazionale, tra l’amante e il figliastro a cui si aggiunge anche la giovane donna, ma anche un’ispezione arguta sui nodi irrisolti dell’animo maschile. Barberini e Torriani, alla fine si sposeranno, come conferma la fede indossata dalla donna, ma alla matrigna non passa inosservata l’infelicità del figlio, a cui non è riuscita a insegnare che ogni uomo è un unicum. Per Il cambio dei cavalli, regia di Giuseppe Marini e scene di Alessandro Chiti, applausi a scena aperta.
LUCA BARBARESCHI PORTA IN SCENA L’AUTOBIOGRAFIA (foto)
Luca Barbareschi Conquista, invece, il Teatro Romano Cercando segnali d’amore nell’universo lo spettacolo scritto da Barbareschi per festeggiare i primi quarant’anni della sua carriera. L’attore, con alle spalle anche un’esperienza politica, per un paio d’ore abbondanti ha raccontayo con energia incontri e avventure che hanno segnato nel bene e nel male la sua vita, riuscendo a divertire e, in alcuni passaggi, anche a commuovere il pubblico. Fughe d’amore e conquiste sentimentali esagerate, faccia a faccia con le star di Hollywood, da John Belushi fino ad Al Pacino, e perfino la parentesi nera fatta di abusi sessuali di cui, durante l’infanzia e in ambienti scolastici, l’attore è stato realmente vittima. Su tutto, però, domina l’energia di Barbareschi accompagnato nel gioco teatrale dalla band musicale di Marco Zurzolo.
Aspettando Bob Wilson Ora il pubblico attende il sesto ritorno di Bob Wilson che a Spoleto57 porterà Peter Pan. Il maestro del teatro d’avanguardia trasforma il rocambolesco universo raccontato da James Matthew Barrie in uno spettacolo pieno di invenzioni, dove pirati, indiani, sirene e fanciulle volano tra le musiche create dalle sorelle americane Cocorosie. A compiere l’onirico viaggio verso l’isola che non c’è sono gli splendidi attori del Berliner ensamble che si muoveranno nella scena del Nuovo-Menotti. La prima è in programma venerdì alle 20, replica sabato alle 17.30 e domenica alle 15.
