di M. To.
La richiesta è, essenzialmente una: vedere il piano industriale di Tk-Ast. Perché è ormai tempo e perché, soprattutto, più passa il tempo e maggiori sono le voci che circolano. Insinuando tensioni pericolose.
La Rsu La richiesta era già venuta mercoledì, nel corso della prima riunione della rinnovata Rsu, che aveva sollecitato ad «accelerare i tempi rispetto alla discussione del progetto industriale che per quello che ci riguarda oltre a salvaguardare la strategicità del sito di Terni, dovrà garantire il mantenimento del tessuto produttivo ed occupazionale ternano».
Il confronto Secondo i rappresentanti di base dei lavoratori sarà «fondamentale il metodo di approccio con il quale nei giorni prossimi inizierà il confronto rispetto ai temi, da tempo irrisolti, riguardanti la gestione quotidiana con il management riconfermato in questi giorni. La Rsu di Gruppo misurerà, in questi incontri, concretamente e oggettivamente la reale disponibilità e affidabilità del management stesso che dovrà in maniera costruttiva e non traumatica proporre delle soluzioni relativamente alle problematiche che fino ad oggi si sono scaricate sui lavoratori».
La Fim Cisl A chiedere, invece «un’agenda chiara sui tempi per la presentazione del progetto industriale, per consentire alle arganizzazioni sindacali di approcciare un confronto aperto», è la Fim Cisl ternana che dice: «Ormai siamo a ridosso di luglio, mese indicato come quello in cui ThyssenKrupp avrebbe presentato il piano industriale. Se l’Ast ha una struttura finanziaria debole, se ha un bilancio in corso forse migliore rispetto a quello chiuso a dicembre, ma pur sempre problematico, non si risolve il problema accusando il destino o la cattiva volontà di qualcuno. La crisi, legata senza dubbio alla congiuntura economica mondiale, è dovuta anche a scelte di politica industriale. Di ThyssenKrupp e del governo. L’attuale struttura industriale è figlia di un sistema delle partecipazioni statali ormai obsoleto e comunque funzionale ad interessi delle casi madri che nel tempo hanno avuto responsabilità gestionali e quindi obiettivamente limitanti delle potenzialità di Ast».
Timori e speranze Secondo il sindacato, «i rumors che ci arrivano sul commerciale, che potrebbe essere centralizzato totalmente o parzialmente, ci costringono a tenere alta l’attenzione per evitare che venga messa in discussione l’autonomia o addirittura la sopravvivenza del sito stesso. Abbiamo letto nei giorni scorsi il ‘Manifesto delle relazioni industriali’ di Federmeccanica in cui si parla di partecipazione e di coinvolgimento di tutti gli attori, comprese le parti sociali. Mentre il nuovo presidente della sezione dell’industria meccanica di Confindustria Umbria ha posto tra i temi principali del suo programma, quello della formazione. Come Fim di Terni accogliamo positivamente tutto ciò, anche perché almeno nelle dichiarazioni di intenti si possono trovare alcuni degli argomenti che in quest’ultimi dieci mesi sono stati messi al centro dell’attenzione».
Gli auspici Il progetto industriale che presenterà ThyssenKrupp, dice la Fim Cisl, «dovrà fondarsi su un piano capace di coniugare gli aspetti europei/internazionali con una realtà che ha una sua particolare identità e che non può essere di conseguenza svilita. Un futuro che può essere influenzato dall’andamento del mercato. Un futuro che necessariamente deve essere costruito insieme alle forze sociali».
