di M. To.
Lo aveva promesso, padre Giuseppe Piemontese. E domenica mattina il primo ‘atto’ del nuovo vescovo – dopo l’ordinazione avvenuta sabato pomeriggio – è stato quello di incontrare i malati, visitando l’ospedale ‘Santa Maria.
La visita Il vescovo è stato accompagnato da direttore sanitario, Leonardo Bartolucci; dal direttore responsabile del presidio ospedaliero, Sandro Vendetti, dalla coordinatrice del personale del dipartimento maternità e infanzia, Maria Antonietta Bianco e dal primario del reparto geriatria, Maria Grazia Proietti, che gli hanno illustrato le strutture e l’organizzazione.
LA VISITA IN OSPEDALE: LE FOTO
La messa Giuseppe Piemontese ha poi concelebrato una messa nella cappella dell’ospedale, con i cappellani – padre Ceslao e padre Mario dell’ordine dei fari minori cappuccini – e con il moderatore della curia, don Franco Fontana, alla presenza dei volontari dell’Unitalsi che hanno accompagnato i malati, del personale infermieristico e medico, dei malati e familiari e delle missionarie Identes che svolgono attività di volontario per i ricoverati in ospedale.
L’ORDINAZIONE DEL VESCOVO: LE FOTO
Il vescovo «Di fronte a persone sofferenti – ha detto il vescovo – possiamo fare tanto: prestare le cure del caso, cercare nuovi farmaci e nuove cure, alleviare il disagio e a volte l’umiliazione di chi ha bisogno di tutto e si affida agli altri. Ma di fronte a persone sofferenti, oltre che nel corpo anche nell’animo, i farmaci non bastano. Occorrono l’attenzione e la cura dettate dall’amore. L’amore per i propri simili, uomini, donne, bambini che vengono guariti dal combinato di farmaci e tanto rispetto, attenzioni e affetto. Vi sono inoltre, persone inferme, che sperimentano sulla propria persona l’insulto e la prova di una malattia e di un decadimento che non hanno prospettive di ripresa. E’ un mondo che più degli altri pone interrogativi umanamente senza risposta, ma che tuttavia necessitano di attenzione medica, umana e spirituale, di speranza».
La fede Certamente, ha poi detto padre Piemontese rivolgendosi al personale, «tra di voi alcuni non ispirano la loro vita ai principi della fede cristiana. Ebbene i loro gesti di attenzione sincera e coscienziosa verso ogni uomo e donna sofferente sono ammirevoli, e anche se non ne sono consapevoli, al momento del rendiconto finale, essi saranno riconosciuti meritevoli di encomio e saranno ricompensati alla stessa stregua di chi ha agito per fede».
