di M. To.
La Tk-Ast e le sue tribolazioni irrompono con violenza sugli ultimi giorni di campagna elettorale in vista del ballottaggio di domenica prossima tra Leopoldo Di Girolamo e Paolo Crescimbeni. A dare fuoco alle polveri è l’esito del vertice che si è svolto nel pomeriggio di mercoledì a palazzo Chigi.
Crescimbeni attacca Sembra difficile, dice il candidato sindaco del centro destra, «credere che i vertici delle istituzioni locali e del governo nazionale si siano davvero incontrati con uno dei massimi manager europei solo per prendere un caffè. Questo silenzio è assordante e fa il paio con la spiegazione più accreditata tra i sindacati sul perché si sia voluto tenere l’incontro a porte chiuse – ‘meglio non far circolare nella conca, a pochi giorni dal ballottaggio, verità che potrebbero essere un boomerang per chi, in cinque anni, non ha mosso un dito’ – e anche il rinvio della presentazione del piano industriale da luglio ad agosto suscita non poche preoccupazioni».
I veleni Secondo Crescimbeni «il tentativo di Di Girolamo di gettare acqua sul fuoco e placare i sindacati convocandoli domattina a Palazzo Spada non inganni nessuno. È vero, tutto il Pd ternano – compreso Di Girolamo – è stato sempre acerrimo avversario di Matteo Renzi. Però, adesso, a lui, che da pochi giorni è diventato ‘renziano’ e alla Marini sarebbe bastata una telefonata per far ammettere anche i sindacati – come è sempre stato e come avrebbe dovuto essere – all’incontro a Palazzo Chigi. E invece non l’ha fatto».
Di Girolamo spiega Durante l’incontro, dice il sindaco, «abbiamo chiesto al governo un impegno diretto sulla questione-Ast, utile a garantire l’integrità del polo siderurgico ternano, la tutela dei livelli occupazionali e la definizione di un piano industriale che preveda investimenti idonei a garantire la competitività globale del sito».
I sindacati Nelle prossime settimane, spiega Di Girolamo, «unitamente alle organizzazioni sindacali dovrà essere avviato un confronto di merito sulle prospettive future dell’azienda. L’incontro non ha fugato le nostre preoccupazioni. Tuttavia l’impegno espresso dal governo nazionale offre un terreno di confronto con la multinazionale e assegna alla questione-Terni un’importanza strategica nel contesto nazionale».
La stoccata Poi Di Girolamo passa al contrattacco: «E’ doveroso stigmatizzare – chiarisce – l’atteggiamento del candidato della destra che su una questione seria e fondamentale come quella dell’Ast arriva a mescolare di tutto, perfino le ‘correnti’ del Pd, inanellando una falsità dietro l’altra pur di apparire e ottenere un po’ di visibilità. Inquietante che a tenere questo atteggiamento sia una persona che si candida a rappresentare le istituzioni, anche se tutto ciò non ci stupisce».
