Come avrebbe dovuto essere la piscina

di C.F.
Twitter @chilodice

Un project financing da circa 2.5 milioni di euro che permetterà al Comune e alle utenze di godere di una piscina rifunzionalizzata e ampliata, ma che, questa la nota dolente, non assicura alla città una vasca coperta dotata dei parametri minimi, otto corsie e tribuna capiente, necessari per accogliere gare federali, quindi guardare seriamente al turismo sportivo.

La gara A presentare il faldone degli interventi e dei servizi, il consorzio Abn del presidente Andrea Corcontento che ha progettato un restyling completo dell’impianto natatorio di piazza D’Armi, dagli spogliatoi alla terrazza, fino all’efficientamento energetico della struttura e all’abbattimento delle barriere architettoniche. L’operazione, deliberata dal consiglio comunale e venerdì mattina dalla giunta, passerà entro agosto per la pubblicazione di un bando di gara aperto, a cui potrà partecipare qualsiasi privato, apportando modifiche e presentando un piano finanziario asseverato da un istituto di credito. L’Abn, in caso di offerta migliore di un concorrente, potrà esercitare il diritto di prelazione, facendo però proprie le migliorie proposte.

Il progetto Nel dettaglio, la gara prevederà una concessione trentennale della piscina che per il Comune non comporterà costi nel prossimo biennio, causa Piano di rientro, mentre dal 2016 l’Ente dovrà corrispondere al gestore 73 mila euro annui: «Negli ultimi anni – ha spiegato la dirigente Stefania Nichinonni – abbiamo chiuso i conti dell’impianto con un disavanzo di 200 mila euro, quindi il risparmio è consistente». Il progetto, tempo di esecuzione 20 mesi, prevede la realizzazione di due nuovi volumi, uno destinato a ristorante e ingresso e l’altro a palestra, nuova vasca per la riabilitazione e attività fitness. Si metterà mano all’impianto di depurazione, alla tribuna e alla terrazza, che saranno dotate delle vie di fuga e di un ascensore per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Abn e amministrazione Saranno poi installati pannelli solari termici, le pareti rivestite di materiali isolanti e gli infissi rinnovati per ridurre al minimo la dispersione energetica, mentre spazi saranno riservate al coworking, incontri ed eventi di socializzazione. «La nostra è una proposta alla città – ha spiegato Corcontento – con paletti e valori di profilo sociale, naturalmente non è un progetto speculativo, ma un’iniziativa che guarda al mantenimento dei posti di lavoro e al benessere relazionale dei soggetti che vivono e fruiscono dell’impianto». L’operazione è stata vagliata dagli uffici comunali e accolta con soddisfazione dagli amministratori «perché – come hanno spiegato tanto il sindaco Daniele Benedetti, quanto dall’assessore Juri Cerasini – la piscina dopo 30 anni di onorato servizio è arrivata al capolinea e l’Ente non è in condizione di finanziare opere pubbliche di rilievo».

Chimera turismo sportivo La nota dolente, però, c’è ed è legata all’ampliamento della vasca e della tribuna interna, interventi che il progetto Abn non prevede. Il tema è sensibile perché un impianto a sei corsie non permette di accogliere competizioni professionistiche e, di fatto, taglia fuori la città da un circuito sportivo, quello del nuoto, particolarmente vivace sia per attività che per numero di tesserati. In questo quadro, catalizzare la domanda del turismo sportivo, vista anche la mancanza di un palazzetto con capienze di rilievo, diventa un miraggio. 

Nido San Giacomo Un altro project financing, poi, interesserà l’asilo nido di San Giacomo. Investimenti e concessioni sono decisamente più contenuti, circa 112 mila euro di interventi per 8 anni di gestione, e il progetto di adeguamento  agli standard normativi della struttura comunale, così da incassare dalla Regione l’autorizzazione definitiva e non in deroga come fatto finora, è stato presentato dalla cooperativa Il Cerchio. Qui per i primi due anni è previsto un costo per l’Ente di 5 mila e 43 mila euro annui, poi si salirà fino 134 mila. Ma anche qui tecnici e amministratori di Palazzo parlano di risparmi assicurati, col costo medio di un bimbo che scende a circa 11 mila euro a 8.400, la procedurà sarà la medesima. «Abbiamo lavorato bene – ha chiosato il vicesindaco Battistina Vargiu – confermando che non c’è stata alcuna prevaricazione né divisione tra tecnici e amministratori, ma integrazione proficua». 

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.