di M. To.
Quel tunnel – sì, la ‘galleria dei veleni’ – Tescino, sulla superstrada Terni-Rieti, è un problema serio. Più che le denunce – un tecnico lo accusa di essere l’origine della sua gravissima malattia – lo conferma il fatto che la responsabilità sulla sua realizzazione non se la vuole assumere proprio nessuno.
Il ministero Di sicuro non il ministero dell’ambiente, la cui «ex direzione qualità della vita è venuta a conoscenza dei lavori di realizzazione del nuovo tracciato stradale Terni-Rieti, solo in seguito ad un’attività di sopralluogo sull’area in questione e che la Regione Umbria si e occupata dell’iter autorizzativo», aveva assicurato la dirigente Annaclaudia Servillo.
La Regione Ma nemmeno la Regione, visto che giunta regionale «ritiene doveroso specificare che l’infrastruttura viaria Terni-Rieti costituisce un intervento strategico di preminente interesse ‘nazionale’ individuato dal governo ai sensi della Legge obiettivo 2001, proposto dall’Anas, che è anche il soggetto attuatore».
Il Cipe Ai sensi dell’articolo 1 della stessa legge, dice la giunta regionale, «gli interventi strategici di preminente interesse nazionale sono approvati dal Cipe (il comitato interministeriale per la programmazione economica), previa istruttoria del ministero delle infrastrutture e dei trasporti. La Regione è intervenuta nell’iter autorizzativo solo con l’espressione del parere di competenza».
Il tunnel Insomma, a parte il fatto – certo e inequivocabile – che dentro quel tunnel ci piove; non si sa ancora bene cosa sia quella roba che scende dalla volta e dalle pareti, ma prima o poi si farà chiarezza anche su quello; ma anche che sopra quel tunnel ci sia una discarica sospetta e che la magistratura voglia vederci finalmente chiaro; tante altre certezze non ce ne sono. Per adesso, almeno.
