Una manifestazione per la Sangemini

di Marco Torricelli

Non ci stanno, i lavoratori della Sangemini Spa – la ‘divisione acqua’ dell’azienda – a passare per quelli che vogliono scaricare i colleghi della Fruit. E scrivono una ‘lettera aperta’ ai sindacati. Nella quale lanciano anche messaggi ‘trasversali’ che la dicono lunga sul clima che si è venuto a creare nello stabilimento.

La trattativa Gli incontri che si stanno svolgendo, alla ricerca di un accordo tra Sangemini, Norda, le isitutizioni e i sindacati, dicono i lavoratori della Sangemini Spa, sono «molto positivi, in quanto sia le organizzazioni sindacali che le istituzioni regionali hanno convenuto su una linea di ragionevolezza e di giustizia sociale che, pur ponendo come punto di riferimento la tutela occupazionale di tutti i lavoratori del gruppo, non prescinde dal fatto che ogni società ha un suo percorso distinto».

Guerra tra poveri Una posizione, dicono, «per noi di fondamentale importanza in quanto evita quel pericolo, già paventato, del.determinarsi di una guerra tra poveri. Registriamo, tuttavia, in queste ore attacchi alla forza lavoro Sangemini. Siamo stanchi di apprendere notizie, a mezzo stampa e social network, non rispondenti a verita secondo cui noi avremmo creato una scissione tra le due societa marcando il confine che le separa».

«La verità e un’altra» La distinzione tra le ragioni sociali di Sangemini Spa e Sangemini Fruit Spa, spiegano i lavoratori della ‘divisione acqua’, «fu, a suo tempo, creata per intercettare i finanziamenti a fondo perduto e consentire l’apertura della divisione dei succhi di frutta». E pongono una domanda: «Se nel corso degli anni quel progetto e andato in sofferenza e l’impianto e stato addirittura fermato con conseguente cassa integrazione di tutti i lavoratori facenti capo a quella ragione sociale e forse colpa dei dipendenti Sangemini Spa?». Secondo loro le colpe vanno ricercate tra chi «essendo dentro a quei problemi ed avendo responsabilità di controllo, doveva garantire i processi ostacolando una politica permissiva, superficiale e rinunciataria da parte della società Sangemini Fruit Spa».

La solidarietà I lavoratori di Sangemini Spa si dicono «tuttavia solidali con i colleghi e lo abbiamo ribadito in ogni occasione pur sottolineando che nessuno avrebbe dovuto permettere ‘baratti’ di personale. Non è accettabile che una parte – e qui cominciano i ‘segnali’ – diventi la parte sacrificale dell’altra, i lavoratori sono tutti uguali e non possono essere scambiati per comodi giochi di potere di chi oggi non sa più come gestire questa situazione. I protagonisti di tali manovre dovrebbero farsi un esame di coscienza sul presente ma, soprattutto, sul passato ed in particolare su gestioni di situazioni che, abbandonate a se stesse, hanno determinato lo stato attuale delle cose».

Il passato Il senno di poi, chiariscono i lavoratori della ‘divisione acqua’, «ci racconta che siamo stati lungimiranti quando, a suo tempo, abbiamo segnalato alcune situazioni che, a nostro avviso, sarebbero potute degenerare. Siamo stati messi a tacere con pacche sulle spalle e con frasi rassicuranti: ecco il risultato». Adesso, però, «è il momento della responsabilità, della presa di coscienza degli errori del passato e della chiarezza».

Le manovre La chiusura, però, è inquietante: loro starebbero cercando «di segnalare velatamente manovre poco trasparenti, per evitare di essere costretti ad affrontarle in modo palese sotto gli occhi di tutti. Vi chiediamo di considerare questa lettera – che, è bene ricordarlo è inviata ai sindacati – un segno della nostra buona volontà. Un ulteriore tentativo per preservare la dignità di quei soggetti che, ancora oggi, cercano di scaricare sui dipendenti Sangemini Spa responsabilità che non gli appartengono».

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