di Marco Torricelli
Il ministro Flavio Zanonato e il sottosegretario Claudio De Vincenti, nella visita a Terni, per fare il punto insieme alle istituzioni sul caso Ast (con fuori programma dedicato alla Sgl Carbon e alla E.On.) hanno, intanto confermato una cosa: il governo italiano, di tutto quello che si stava preparando e del ritorno di Ast sotto l’ala – non si sa bene quanto protettiva – di ThyssenKrupp, non sapevano proprio niente.
Zanonato: fuori il piano industriale «Si tratta di capire che piano industriale ha la Thyssen, si tratta di vedere se vogliono fare un’operazione finanziaria, che non ci interessa, o un’operazione di tipo industriale, che invece è quello che vogliamo». Lo ha detto il ministro, che poi ha spiegato. «Come prima cosa prenderemo le decisioni insieme alla Regione e ai lavoratori: abbiamo un tavolo, lo riconvochiamo. Le acciaierie sono fatte per fare l’acciaio e quella di Terni, mi pare, lo sa fare anche bene».
VIDEO – Intervista a Zanonato
De Vincenti: convocati a Roma Prima di lui il sottosegretario Claudio De Vincenti aveva sottolineato che «abbiamo chiesto sia ad Outokumpu sia a ThyssenKrupp di venire a Roma, per un incontro chiarificatore col governo circa le prospettive industriali di Terni. Qualsiasi giudizio – ha aggiunto – dipende dal piano industriale che ThyssenKrupp presenterà». Perché, ha concluso, «parliamo di un grande operatore europeo ma noi dobbiamo essere sicuri che quella fatta non sia solo un’operazione finanziaria, ma sia anche industriale, che dà un futuro forte a Terni, che è un pezzo essenziale della siderurgia e del sistema economico italiano».
VIDEO – Intervista a De Vincenti
Fare in fretta La sostanza di quanto detto martedì, insomma, sarebbe questa: il governo chiederà alle due multinazionali di spiegare bene i dettagli dell’operazione che hanno realizzato e, dai tedeschi in particolare, vorrà avere rassicurazioni sulla volontà di conservare Ast all’interno della propria compagine societaria. Una rassicurazione che potrà venire solo da un piano industriale che contenga elementi certi e progetti chiari. Nella richiesta si porranno anche i problemi dei tempi, perché il ministro ha fatto capire che dovranno essere brevissimi, così da poter poi riconvocare a stretto giro il tavolo di confronto con le istutizioni locali e i sindacati.
Marini La presidente della regione, Catiuscia Marini, non ha fatto troppi giri di parole: «La soluzione adottata dovrà certamente essere attentamente vagliata, ma una cosa certa è che lo stabilimento ternano, se fosse rimasto ad Outokumpu, avrebbe avuto poche prospettive». Poi, però, la presidente rivolge «un appello al governo e quindi al presidente del consiglio Enrico Letta: abbiamo l’esigenza di avere qui i vertici di ThyssenKrupp, ed averli qui convocati dal governo italiano, affinché ci venga spiegato il senso di questa di ri-acquisizione e quali sono le strategie per il breve, medio e lungo periodo soprattutto da un punto di vista della strategia industriale perché all’Ast e a noi non interessano operazioni finanziarie».
Di Girolamo Il sindaco Di Girolamo mette l’accento su due cose in particolare: «La prima è che il ministro ha potuto prendere visione di persona della realtà rappresentata dall’Ast ed ha, soprattutto, avuto la conferma della valenza, non certo locale ma nazionale, delle questioni che gli sono state sottoposte; la seconda è che ha avuto un’altra conferma, che è quella relativa alla determinazione con la quale le istituzioni e le organizzazioni dei lavoratori intendono non solo chiedere la salvaguardia di questo patrimonio – e qui mi riferisco anche alle altre realtà industriali esistenti non solo a Terni – ma che noi tutti vogliamo lavorare e che si lavori per uno sviluppo ulteriore e che per questo è indispensabile un confronto ed una collaborazione fattiva da parte del governo».
Pucci L’amministratore delegato di Ast, Marco Pucci, sparge serenità a piene mani: «Sinceramente fatico a seguire il ragionamento di chi dice che, siccome ThyssenKrupp non sarebbe più interessata all’inox – ha detto Pucci – l’Ast sarebbe in difficoltà. A produrlo, mi pare, siamo noi e non vedo quali problemi dovrebbero sorgere in seguito a questa operazione. Direi che, soprattutto alla luce delle sorprese che questa vicenda ci ha regalato, faremmo bene ad attendere di avere, tutti, informazioni più dettagliate». Poi ha ricordato: «In base all’accordo raggiunto, adesso Ast può contare su una serie di centri di servizio ben posizionati e che possono darci nuovo slancio sul mercato. Basti pensare – ha detto – che solo quello turco ha una potenzialità da oltre 200mila tonnellate l’anno». Ed ha rimandato al tradizionale incontro per lo scambio di auguri natalizi «un eventuale approfondimento, perché magari per allora avremo tutti le idee più chiare». E se lo dice lui, che proprio durante la precedente gestione ThyssenKrupp venne nominato amministratore delegato, forse è il caso di starlo a sentire.
I sindacati Molto meno ottimistici i commenti – in libertà – raccolti alla fine tra i sindacalisti. «Il ministro – è la sintesi -ha semplicemente ricordato quale sia la situazione attuale e, forse, non ci si poteva aspettare molto di più, dopo che ha ammesso che il governo era all’oscuro di quanto stava accadendo». Loro, i sindacalisti, hanno chiesto «un’assunzione di responsabilità diretta della presidenza del consiglio, perché è indispensabile sapere, e in fretta, se la questione della specificità del sito è ben chiara a tutti (ThyssenKrupp, peraltro, sa bene di cosa si parla; ndr) e se il governo ha intenzione di dar vita ad una politica organica di settore, in grado di garantire un profilo internazionale a questa realtà industriale». Ma non solo: «Perché è bene anche approfondire la questione, già evidenziata dalla stessa ThyssenKrupp, relativa alla possibile rivendita del sito. Lo hanno comprato per rimetterlo sul mercato? – ci si chiede – Intanto, se è così, ce lo dicano chiaramente e ci dicano anche se questo rimette in discussione il tema della integrità del sito stesso». In un caso come nell’altro, è la conclusione, «ThyssenKrupp sa bene quali sono le opinioni e la capacità di mobilitazione della controparte che si troverà fronte».
La nota Più dettagliato il contenuto delle richieste fatte dai sindacati al ministro, nella nota divulgata dagli stessi sindacati: «Quale è il progetto complessivo? Quali sono i volumi di produzione che la nuova società prevede di fare e le quote di mercato che prevede di acquisire o detenere? Come sarà fatta la mill-allocation o meglio, dove e di che tipo saranno le quote di produzione che verranno distribuite?». In merito ai dubbi e alle richieste espresse dal sindacato, «il ministro ha dichiarato di condividerle e se da una parte riteniamo importante la visita del ministro Zanonato in questo delicato momento per la storia delle acciaierie, dall’altra valutano insoddisfacente questo primo incontro».
La borsa Intanto sembra proprio che l’aumento di capitale proposto da ThyssenKrupp agli investitori – 882,3 milioni di euro attraverso l’emissione di 51,5 milioni di azioni, a 17,15 euro l’una – secondo gli esperti potrebbe essere ritenuto insufficiente, tanto che titolo del colosso siderurgico tedesco soffre e pure parecchio. Martedì ha perso un altro 2,15% a Francoforte, dopo il -8,5% fatto registrare lunedì.
Sgl Carbon e E.On. Per i sindacalisti dei chimici, la presenza a Terni del ministro rappresentava un’occasione troppo ghiotta per sottoporgli la questione della Sgl Carbon di Narni, ma anche della E.On. Si sono presentati nella sede della riunione ed hanno chiesto di poter avere, a loro volta, un incontro. Che il ministro ha concesso. «Durante il breve colloquio, il ministro ha dimostrato di essere a conoscenza della questione, per altro anche dal versante delle acciaierie veronesi di Riva, coinvolte nella vicenda attraverso la spedizione mirata di elettrodi di grafite, accompagnati dal comunicato dei lavoratori narnesi – dicono i sindacati – e il ministro, confermando la volontà del governo di salvaguardare il patrimonio industriale del paese, ha espresso l’assoluta necessità di puntare su un progetto di filiera, come quello ternano-narnese, compresa la questione energetica di Eon. Nel ribadire la lettera inviata al management tedesco, dal quale emergono ufficiose attenzioni a valutare le richieste del governo italiano, ha assunto l’impegno personale di sollecitare a breve un incontro per le trattative». Nel frattempo le portinerie dello stabilimento restano chiuse.
