di F.T.
C’è chi li chiama, ironizzando, ‘i furbetti del cimitero’. Non sono pochi quelli che entrano nella struttura con l’auto senza averne diritto. Il problema sembra riguardare in primis i controlli all’ingresso, a volte troppo ‘leggeri’. Così c’è chi ne approfitta, creando disparità e malumori.
Il permesso «L’altro giorno – racconta un uomo che vuole restare anonimo – un tipo è entrato con un Suv, ha parcheggiato accanto alla tomba di famiglia ed è sceso. Altro che invalido, a me sembrava sanissimo». Per entrare al cimitero con l’auto esistono norme e fasce orarie ben precise. L’ingresso è consentito solo a chi possiede il contrassegno arancione o uno specifico permesso che viene rilasciato alle persone con un’invalidità, certificata dalla Asl, superiore al 75%.
I controlli Fra i compiti del personale presente agli ingressi, composto da anziani volontari e dipendenti, c’è quello di controllare se chi entra ha con sé il permesso. Stop. Per accedere, a quanto pare, basta avere il documento: gli addetti non avrebbero l’autorità per verificare l’identità dei possessori.
A chi spetta Potere che, invece, viene assegnato alle forze dell’ordine e a due dipendenti degli uffici del cimitero che da qualche mese hanno ottenuto la qualifica di ‘agenti di polizia mortuaria’. Possono svolgere controlli ed elevare verbali. Il problema è che questa mansione si è andata ad aggiungere a tutte le altre, svolte da un personale a dir poco esiguo.
Il personale «Non possiamo lasciare i nostri compiti principali per andare a fare i ‘poliziotti’», spiega uno dei due addetti. Così gli interventi si limitano alla verifica puntuale delle situazioni che ci vengono direttamente segnalate dai cittadini». Quasi un invito: scommettiamo che non cadrà nel vuoto.
