La riunione del Tavolo di questa mattina

La presidente della Regione Catiuscia Marini ha illustrato mercoledì al Tavolo dell’Alleanza per l’Umbria, alla presenza della Giunta regionale, la bozza del Documento annuale di programmazione 2014-2016 messo a punto dalla Regione per fronteggiare la crisi e riavviare l’economia umbra. Il Documento, che accompagna il bilancio 2014 e che fissa gli scenari di riferimento, gli indirizzi e gli obiettivi della programmazione regionale in relazione a diversi ambiti e competenze ed in accordo con i principali strumenti della programmazione comunitaria 2014-2020, dovrà essere approvato, nelle intenzioni dell’esecutivo, entro il prossimo 31 dicembre. Relativamente ai principali indicatori di carattere macroeconomico, Marini ha evidenziato come «anche per l’Umbria il 2014 lasci sperare in una timida ripresa dell’economia, e quindi in una lieve inversione delle dinamiche recessive. Ma – ha aggiunto – permane il dato gravissimo della disoccupazione che in Umbria, negli ultimi cinque anni, ha portato 18 mila persone a perdere il lavoro».

Lavoro e occupazione «Mettere in atto politiche specifiche a sostegno del lavoro e dell’occupazione, soprattutto giovanile, è – aggiunge – uno dei temi trainanti del documento». Secondo la presidente Marini, «se ripresa ci sarà, sarà di carattere selettivo e riguarderà principalmente le imprese più strutturate, attrezzate in termini organizzativi, più propense all’innovazione, mentre rischia di rimanere indietro il gruppo più consistente e frammentato di micro e piccole imprese che rappresentano il tratto distintivo del sistema imprenditoriale umbro». Tra gli elementi di preoccupazione che emergono dal Documento la presidente ha poi evidenziato quello di una ripresa che non sembra accrescere l’occupazione «perché – ha detto – il sistema umbro non è in grado di assorbire nuovi ingressi nel mondo del lavoro, né la disoccupazione creata dalla crisi». Criticità che l’Umbria dovrà aggredire mettendo a leva le opportunità offerte dai fondi strutturali, a causa dei sempre più pesanti tagli operato dal governo nazionale.

Cgil: tutelare il lavoro Intervenendo durante i lavori del Tavolo il segretario generale della Cgil Mario Bravi ha sottolineato l’esigenza di difendere e tutelare il lavoro. «Il 2014 – ha detto – si presenta in maniera estremamente difficile. Continua ad estendersi e ad aggravarsi la condizione del lavoro: 160 vertenze aperte, oltre 41 mila disoccupati, 13 mila cassintegrati senza copertura sono i dati di una situazione sempre più difficile. In questo quadro bisogna ripartire dalla “Vertenza Umbria” e dai documenti sul’industria, sulla contrattazione sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil a base dello sciopero del 15 novembre scorso. Contro la finanziarizzazione dell’economia occorre costruire un piano del lavoro che sconfigga la rendita, rafforzi la contrattazione e ridia valore al lavoro».

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