di M.To.
Il Piano d’azione per una siderurgia europea competitiva e sostenibile deve essere emendato. A dirlo sono Roberta Angelilli, vicepresidente del parlamento europeo e Amalia Sartori, che ci presiede la commissione industria.
Le priorità Secondo le due esponenti del Pdl-Ppe le priorità devono essere «la tutela di un settore strategico, che subisce una concorrenza asimmetrica e aggressiva da parte delle nuove potenze economiche mondiali; l’effettiva parità di condizioni, anche in termini di norme sociali e ambientali, per una reale reciprocità con i paesi terzi; l’introduzione di un marchio di qualità e certificazione a tutela delle produzioni di acciaio europee; le politiche per incentivare processi di recupero degli scarti della produzione dell’acciaio; le misure per i lavoratori attraverso politiche di riqualificazione, di formazione attiva e di apprendimento permanente per garantire che le competenze necessarie alla competitività del settore non vengano disperse ma tutelate e rafforzate».
L’Ast Angelilli e Sartori, poi, hanno chiesto «alla commissione europea di adottare tutte le iniziative possibili per prevenire ed evitare la chiusura di stabilimenti in Europa, monitorando più efficacemente le ristrutturazioni aziendali in corso e pertanto auspichiamo nuovamente una rapida soluzione delle molteplici vertenze che interessano gli stabilimenti italiani, come la questione degli stabilimenti Acciai Speciali Terni, ancora aperta ad oltre un anno dall’avvio della procedura da parte della commissione.
L’Ugl Gli emendamenti presentati «anche su nostra sollecitazione – dice il segretario della Ugl di Terni, Daniele Francescangeli -abbracciano tutte le problematiche e le future opportunità relative al nostro sito produttivo siderurgico ternano: la certificazione di qualità dell’acciaio; il riutilizzo degli scarti di lavorazione come le scorie e la salvaguardia occupazionale, anche attraverso ricerca, sviluppo e formazione». Su questo argomento, dice Francescangeli, «il nostro pensiero va oggi ai lavoratori dell’Isrim, ubicati a pochi metri dalla nostra acciaieria, che nonostante la loro alta professionalità, le loro ricerche, si trovano abbandonati e senza uno stipendio».
