di Daniele Bovi
Chi ha la memoria lunga guarda a cosa accadde a Tuoro nel 1990 alle elezioni amministrative. Il fu Pci raccoglie il 49,8%, un soffio dalla maggioranza assoluta: a quel punto, gli altri partiti si mettono insieme formando un’alleanza di governo. Domenica al Park Hotel di Perugia (finalmente è arrivata l’ufficialità sulla data dell’assemblea), potrebbe succedere la stessa cosa, con un’alleanza tra Dante Andrea Rossi e Mario Bocerani (cioè tra Gianpiero Bocci e Marco Vinicio Guasticchi, più l’incognita Antonello Chianella), in grado di eleggere segretario Rossi mentre Marinelli, col suo 38%, rimarrebbe fuori dai giochi. In queste ore, tra animi tesi e telefoni che squillano di continuo, si avverte una frattura all’interno del partito sempre più profonda tra due visioni opposte e inconciliabili: tra chi, cioè, vede l’assemblea come un luogo di elaborazione politica dove costruire una proposta intorno a Marinelli, primo tra i candidati, e chi invece la interpreta come una conta, come una sorta di ballottaggio. Come se i risultati usciti dai circoli non contassero.
Numeri e ipotesi E a proposito di risultati, i conteggi definitivi (salvo sorprese dell’ultimo minuto) dicono questo: Marinelli 2.660 voti (38,05% e 94 delegati), Rossi 2.275 (32,32% e 80 delegati), Bocerani 1.562 (22,02% e 54 delegati) e Chianella 529 (7,57% e 18 delegati). Per essere eletti serve il 51% dei 246 delegati. L’appuntamento è fissato per domenica al Park Hotel di Ponte San Giovanni e potrebbe non essere un pranzo di gala: di fronte all’«accordone» infatti l’idea che si accarezza dalle parti di Marinelli è quella di non partecipare al voto. Per il momento è solo un’idea della quale si potrebbe discutere sabato mattina quando i delegati di Marinelli si vedranno a Perugia per fare il punto. Di certo, uscita o non uscita, il nervosismo si percepisce in modo palpabile. Lo scenario della conta sembra essere il più probabile anche in seguito all’incontro di venerdì pomeriggio tra il segretario Bottini e tre candidati su quattro (Bocerani assente giustificato) che non ha portato a nessuna ipotesi collegiale o unitaria.
BOCCALI: CHI È ARRIVATO SECONDO NON PUÒ DIVENTARE PRIMO
Trasformismo «Quello che stiamo vedendo – dice Marinelli a Umbria24 – è puro trasformismo. Anzi, una congiura della peggiore politica che finirà per uccidere il partito». Per Marinelli che non si parta da chi ha ottenuto una maggioranza relativa è inconcepibile: «C’è stata un’indicazione chiara da parte degli iscritti – aggiunge – che sono il corpo sovrano del partito. Ho offerto collegialità e una composizione unitaria, invece si preferisce guerra e lotta ma dal conflitto esce solo il conflitto. Se non ci saranno assunzioni di responsabilità, questa battaglia genererà conflitti al prossimo congresso regionale e alle elezioni amministrative». Nella visione di Marinelli l’assemblea non è e non deve essere il luogo di un ballottaggio: «Questo – osserva – in caso si fa con lo stesso corpo elettorale del primo turno. L’assemblea sia lo spazio dove trovare una composizione alla luce della politica e del buon senso».
ROSSI: ALL’ASSEMBLEA SI RIPARTE DA ZERO
Autonomia Altro tasto sul quale Marinelli insiste è quello dell’autonomia. Rossi spiega che serve un partito autonomo dalle istituzioni e il primo risponde così: «Non mi voglio far scavalcare da nessuno su questo. Sono l’unico – dice – che tra l’altro non ha mai ricoperto alcun ruolo e la mia candidatura non servirà da trampolino. Per me l’autonomia è un valore, ma oltre alla retorica va praticata. Di sicuro non può servire come clava per fare la guerra alle istituzioni. Occorre invece differenziare ruoli e funzioni ricollocando il partito nella società, dicendo agli amministratori di contribuire a tracciare una linea trovando anche poi un luogo per discutere del loro operato».
Innovazione L’ultimo sassolino che Marinelli vuole togliersi dalla scarpa riguarda la strategia dei renziani. «A tutti coloro – conclude – che cercano una spinta innovatrice dico che la mia proposta si basa su una discontinuità che riguarderà uomini, metodi e obiettivi. Se non l’appoggeranno vorrà dire che sono prevalse altre considerazioni che non rientrano nei miei orizzonti e che non comprendo. Su questo le forze che si dicono innovatrici dovrebbero rispondere con chiarezza». Domenica, secondo il programma spedito ai delegati, l’assemblea inizierà alle 9.15. Alle 10 parleranno i «candidati al ballottaggio», dalle 12 si vota e alle 18.30 inizierà lo scrutinio.
Cuperlo a Perugia L’iniziativa pubblica con il candidato alla segreteria nazionale Gianni Cuperlo, prevista per domenica 10 novembre alle 21.00 a Perugia, al centro Chianelli, è rinviata a data da destinarsi. Cuperlo sarà, invece a Foligno alle 13.30, per un pranzo di sottoscrizione alla mensa universitaria di via Oberdan, e a Terni, al centro Caos, alle 17.30.
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