di Daniele Bovi
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«Bravo!», urlano dalla platea e dai palchi del teatro Morlacchi ad Alexander Shelley, 34enne direttore della Deutsche Kammerphilarmonie di Brema che ha inaugurato domenica sera la nuova stagione degli Amici della musica di Perugia. Tutti in piedi per l’orchestra e per il suo direttore che, prima di salutare il teatro in modo tutt’altro che formale (facendo ‘ciao ciao’ con la mano) in un buon italiano aveva annunciato il regalo preparato, ovvero la Danza ungherese numero uno di Johannes Brahms. Una pagina assai nota e presentata a Perugia nella sua versione orchestrale: in origine infatti una delle tre ‘B’ della musica tedesca (le altre sono Beethoven e Bach) aveva pubblicato le sue 21 Danze per piano solo, orchestrandone solo alcune tra le quali proprio quella proposta da Shelley.
Brahms Brahms è stato il protagonista di tutta la seconda parte del concerto di domenica: al pubblico del Morlacchi è stata infatti proposta una delle sinfonie più celebri di tutta la musica classica, ovvero la quarta. Un’esecuzione splendida di quello che viene considerato il culmine del «classicismo romantico». Un monumento sinfonico la cui tensione lirica ha attraversato il Morlacchi, con un ultimo movimento costruito su un moltiplicarsi di variazioni derivate da una cantata di Bach, fino all’esplodere di un finale inebriante. La prima parte della serata invece è stata dedicata a Wagner e in particolare ai festeggiamenti per il bicentenario della nascita del compositore di Lipsia. Sul palco, insieme all’orchestra di Shelley, quella che viene considerata una delle cantanti più importanti dei nostri giorni, ovvero la salisburghese Angelika Kirchschlager.
Wagner Una donna come la moglie di Wagner, Cosima (figlia di Franz Liszt), alla quale il compositore dedicò l’Idillio di Sigfrido ascoltato domenica sera a Perugia: lunghi minuti di quella che può essere considerata una ‘serenata’ all’amata Cosima. Ben altro clima è quello che si respira in seguito quando arriva il turno dei Wesendonck Lieder, il ciclo di cinque lieder basati sulle poesie di Mathilde Wesendock, moglie di Otto e assai amata da Wagner che scrisse queste cinque composizioni tra il 1857 e il 1858. Cinque momenti, come scrive Andrew Starling nel programma di sala, tra esaltazione, agitazione, meraviglia e desolazione. Il prossimo appuntamento con la stagione degli Amici della musica è il 2 novembre, quando sul palco del teatro Morlacchi salirà l’Ochestra giovanile italiana diretta da Wayne Marshall. In programma la sinfonia numero due di Sergei Rachmaninov e due pagine del Ravel ‘iberico’, ovvero Alborada del Gracioso e Boléro.
