di Francesca Mancosu
Non solo stelle comete da guinness. Grazie alla vittoria di un bando promosso dal Gal di Terni, fra un anno il borgo di Miranda potrà rivedere in piedi anche la sua rocca, che sarà ristrutturata e messa a disposizione dei cittadini come centro culturale dedicato al Medioevo, biblioteca e spazio espositivo. Il progetto, che coinvolgerà un’associazione temporanea di imprese composta da Comune di Terni, pro loco di Miranda e parrocchia Santissima trinità e Santa Maria della pace, rientra in un piano integrato di valorizzazione di Valnerina, Marmore e Piediluco.
Un progetto da 157mila euro Lo scorso aprile, la giunta comunale ha approvato una delibera che dava il via libera tecnico al progetto definitivo di recupero – con interventi di consolidamento, restauro, risanamento delle strutture murarie, rifacimento del solaio e delle coperture, realizzazione degli impianti e arredo dei locali, suddivisi in due stralci – per un importo di circa 157mila euro. Autorizzando anche la partecipazione ad un bando promosso dal Gal Ternano per la riqualificazione del patrimonio rurale dei ‘beni culturali minori’, che è stato poi finanziato per 121mila euro.
L’impegno della pro loco «I 36mila euro mancanti – assicura Moreno Sorgenti, presidente della pro loco di Miranda – ce li metteremo noi, finanziandoci con le attività che svolgiamo durante l’anno. Vogliamo realizzare un centro studi dedicato ai catari e trasferire nella struttura i circa 12mila volumi, fra trattati di filosofia e testi dedicati al rapporto fra Europa e Medio Oriente, attualmente ospitati nell’oratorio del Santissimo sacramento». La speranza, espressa ancora dalla pro loco, «è che quest’opera sia da stimolo all’amministrazione comunale per portare a termine due iniziative promesse da tempo: la realizzazione di tre-quattro fosse settiche per lo smaltimento dei liquami e la rimozione progressiva dei ripetitori che sovrastano il borgo. Un impegno preso da dieci anni, ma che finora non ha avuto seguito».
Nuova vita per la chiesa di San Liberatore Buone notizie anche per un altro dei monumenti più preziosi del borgo di Miranda: la chiesa di San Liberatore, lesionata dal terremoto del 2006 e a lungo abbandonata a se stessa. Dopo un lungo fermo dei lavori che aveva lasciate esposte alle intemperie le sue opere d’arte, di recente la diocesi di Terni ha completato i lavori di rifacimento del tetto e di consolidamento delle pareti esterne dell’edificio. «Con i 1000 euro raccolti durante l’ultima ‘Passeggiata ecologica’ – prosegue Sorgenti – abbiamo istituito un fondo finalizzato ai prossimi interventi che vorremmo realizzare nella chiesa, la sistemazione della pavimentazione interna, degli intonaci e dell’altare. Per quanto riguarda le campane, siamo alla ricerca di sponsor, mentre dovremo aspettare tempi migliori per il rifacimento della strada d’accesso, un acciotolato di epoca medievale, seriamente compromesso dal passaggio di fuoristrada, motociclette e camion».
Un piano per il centro remiero di Piediluco Il recupero della torre di Miranda rientra in un piano speciale approntato dal Comune di Terni nel 2009 per la valorizzazione turistica dei territori e dei borghesi compresi fra la Valnerina, Marmore e Piediluco. «Oltre al restauro della rocca di Miranda – dicono alla direzione dei lavori pubblici del comune di Terni – finora sono stati finanziati e sono in fase di avvio diversi interventi: la riapertura della strada romana della Fossa, il recupero di ponte del Toro e dell’antico ponte-canale della centrale di Collestatte che sarà il punto di partenza per lo sviluppo del percorso ciclopedonale che collegherà Terni con la cascata delle Marmore». Il prossimo passo sarà la riqualificazione e la promozione internazionale del centro remiero ‘Paolo d’Aloja’, grazie ad un accordo di programma fra il Comune e la Provincia di Terni, la Regione Umbria e la Federazione italiana canottaggio, per una cifra prossima al milione e 300mila euro. «I quattro soggetti coinvolti hanno garantito il cofinanziamento per 700mila euro; i restanti 600mila dovrebbero essere reperiti tramite un bando nazionale sull’impiantistica sportiva al quale abbiamo partecipato».
