L'assessore all'Edilizia popolare Ilio Liberati

di Dan.Bo.

Il Comune di Perugia non ci sta e sui conguagli relativi alle aree Peep passa al contrattacco. Con una nota infatti l’assessore all’Edilizia pubblica, Ilio Liberati spiega che palazzo dei Priori ricorrerà in appello contro la sentenza del tribunale di Perugia che, nei giorni scorsi, ha dato ragione a tre famiglie di Ripa, sentenziando che i conguagli pagati non erano dovuti e obbligando così palazzo dei Priori alla restituzione.

Questioni controverse «L’Amministrazione appellerà la decisione sia sotto il profilo della non restituibilità – dice Liberati – che su casi analoghi la Corte di cassazione ha già in effetti escluso, sia per gli aspetti di merito. Questioni in effetti molto controverse, anche a livello locale, visto che non solo la Corte di appello si è espressa favorevolmente all’Ente ma che lo stesso Tribunale, con la recentissima pronuncia a firma della dottoressa Paola Pompei, ha confermato la bontà dell’operato comunale nel pretendere dai soci assegnatari degli alloggi il conguaglio in discussione».

LA NUOVA SENTENZA E UNA STORIA CHE VA AVANTI DAL 2003

Buon senso Liberati spiegando la decisione del Comune si appella «al buon senso prima ancora che al diritto». «Gli uffici – aggiunge l’assessore – si sono limitati alla necessaria applicazione dei contratti, che imponevano il conguaglio anche agli assegnatari, e della legge, che a suo tempo prevedeva una operazione di costruzione e vendita di alloggi a prezzi calmierati e a costo “zero” per il Comune. L’amministrazione a suo tempo si è adoperata per procurare i terreni edificabili mediante espropriazione e per urbanizzare le aree. Ma i tempi del recupero delle somme dovute si sono poi dilatati in quanto, per decenni, non si è chiarito il criterio, neppure a livello legislativo, di determinazione delle indennità di esproprio».

LA SENTENZA CHE DÀ RAGIONE A 3 FAMIGLIE

Operazione vantaggiosa Secondo l’assessore quei soci-assegnatari che all’epoca hanno ottenuto le abitazioni lo hanno fatto in modo vantaggioso, acquistando ad esempio negli anni Ottanta un appartamento tra 900 mila e un milione di lire al metro quadro contro un milione e mezzo di prezzo di mercato. «Dunque – aggiunge l’assessore – dover pagare oggi somme che si aggirano sui tremila euro per famiglia non snatura affatto l’operazione che rimane, a distanza di anni, di estremo vantaggio». «Dirò di più – dice Liberati a Umbria24 – si tratta quasi di un piccolo contributo di solidarietà».

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