Presti in calo in Umbria

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Per il mercato dei mutui della regione l’avvio del 2013 è l’ennesimo trimestre caratterizzato dal segno meno. Secondo l’ufficio studi di Tecnocasa che ha elaborato i dati forniti dalla Banca d’Italia, tra gennaio e marzo le famiglie in Umbria hanno ricevuto mutui per 56,2 milioni di euro, il 20,6% in meno rispetto allo stesso trimestre del 2012. Tradotto in termini quantitativi, una sforbiciata da 15,6 milioni di euro. Il -20,6% della regione è appena inferiore alla media dell’Italia Centrale (-23%) mentre sei si guarda all’importo medio erogato nel primo trimestre questo è stato pari a 93.900 euro, circa mille in più in confronto all’ultima parte del 2012. Se poi l’analisi viene spostata sull’arco dei dodici mesi, il tracollo è evidente: da aprile 2012 a marzo 2013 sono stati erogati 271,9 milioni di euro, ben 204 in meno rispetto allo stesso periodo precedente. E chi riesce ad ottenere l’agognato mutuo inoltre, viene finanziato in misura inferiore rispetto alla media italiana. Una cifra che viene quantificata in un 15% in meno.

I dati Se si guarda ai numeri che arrivano dalle due province, la flessione nel secondo trimestre 2013 è stata più forte in quella di Terni che in quella di Perugia dove, per ovvie ragioni, le cifre erogate sono nettamente maggiori (40,7 milioni contro 15,7). Nella prima infatti il calo è stato del 25% mentre nella prima del 18,8%. Sia nel primo caso che nel secondo, lo stock dei finanziamenti del trimestre è al livello più basso dal giugno del 2009. In quel periodo infatti nella provincia di Perugia erano stati erogati mutui per circa 130 milioni mentre in quella di Terni per poco meno di 40. Le ragioni per spiegare questi numeri sono molteplici: «I volumi – spiega Tecnocasa – restano influenzati principalmente da una domanda di credito praticamente dimezzata e condizionata da una permanente bassa fiducia dei consumatori e da una costante attenzione al rischio di credito da parte degli enti eroganti. I costi di approvvigionamento sui mercati interbancari sono rimasti a valori molto elevati rispetto al recente passato e hanno comportato un aumento del costo prodotto che ulteriormente influenza l’accesso al credito».

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