di Dan. Bo.
L’ultimo sacchetto di immondizia è stato scaricato l’8 agosto scorso e da quel giorno sono partite le operazioni di chiusura della discarica di Pietramelina. Una chiusura prevista da tempo e che porterà, all’incirca nel giro di due anni, alla copertura dell’area. Ad entrare nel dettaglio delle operazioni è stata la giunta comunale con una delibera votata mercoledì: «Con questo atto – scrive in una nota l’assessore all’Ambiente Lorena Pesaresi -, l’amministrazione comunale ha di fatto sancito in modo inequivocabile la chiusura della discarica mantenendo così gli impegni presi coi cittadini». Le fasi che porteranno alla chiusura dell’impianto di Pietramelina sono due: nel corso della prima, che durerà al massimo un anno e mezzo, verrà stesa sulla superficie del secondo lotto una copertura provvisoria, in teli in polietilene a bassa densità, caratterizzati da una elevata resistenza nei confronti delle soluzioni chimiche ed analoga a quella che ricopre il primo lotto.
La copertura I rifiuti saranno così isolati e nel frattempo si andranno assestando in seguito alla degradazione e alla formazione di biogas. Con la seconda fase invece si provvederà alla copertura definitiva attraverso strati successivi di diversi materiali, l’ultimo dei quali sarà terreno vegetale: in tutto sopra ai rifiuti e ai teli una ‘coperta’ di oltre due metri. I tecnici assicurano che così la discarica sarà completamente isolata, riducendo al minimo sia le infiltrazioni d’acqua che i fenomeni legati all’erosione. Coperta tutta la zona, sarà seminato un prato e piantati alberi di diverso tipo. Su tutti i lavori ci sarà il monitoraggio costante dei tecnici comunali, che ogni sei mesi dovranno fornire una relazione alla giunta sullo stato dei lavori. Al gestore invece, oggi Gesenu, sarà affidato per 30 anni il controllo dell’impianto per garantire sicurezza e ridurre il più possibile qualsiasi impatto ambientale.
La storia della discarica Fino all’inizio dei lavori di copertura, a Pietramelina arriveranno solo rifiuti organici già trattati a Ponte Rio e che alimentano l’impianto di compostaggio di Pietramelina per essere trasformati in compost. La storia della discarica inizia nel 1984, quando venne sfruttata la morfologia favorevole presente nella zona più alta di Pietramelina, ed è proseguita negli anni attraverso la realizzazione di una serie di stadi successivi che hanno portato alla conformazione attuale costituita da due lotti distinti. Il primo, nella zona inferiore della discarica e che si estende per circa di 12 ettari, è stato utilizzato tra il 1984 ed il 2006, anno di chiusura del lotto stesso, accogliendo circa 2,2 milioni di metri cubi di rifiuti. Oggi è interamente ricoperto da teli plastici che impediscono il cosiddetto ‘dilavamento’ della massa di rifiuti e viene costantemente controllato e monitorato dal gestore.
Secondo lotto Il secondo lotto invece è stato ricavato nella zona superiore della discarica e occupa una superficie di circa 6 ettari. Realizzato a partire dal 2006 in seguito all’approvazione, da parte della Regione, di un apposito progetto di adeguamento finalizzato a consentire l’utilizzo razionale dei volumi ancora disponibili per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani provenienti da Perugia e da alcuni comuni dell’Ati 2. Anche questo secondo lotto, che ha accolto ad oggi circa 570 mila metri cubi di immondizia, è di fatto ormai esaurito avendo terminato la capacità disponibile.
