di D.B.
Il «San Francesco d’Assisi» può tirare un sospiro di sollievo. L’aeroporto dell’Umbria rientra infatti tra quelli di interesse nazionale: la decisione, anche se manca il timbro dell’ufficialità che con tutta probabilità arriverà giovedì nel corso del summit con il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, è giunta mercoledì nel corso dell’incontro della cabina tecnica di regia formata da cinque regioni (Umbria, Toscana, Lombardia, Campania e Abruzzo), Ministero ed Enac. La notizia è stata riportata mercoledì da Il Giornale dell’Umbria. Lo scalo regionale torna così fra quelli di prima fascia dopo che, all’ultimo secondo della scorsa legislatura, l’ex ministro Corrado Passera aveva varato un nuovo Piano nazionale aeroporti escludendo Perugia dalla prima fascia. Una decisione che ha scontentato non solo la Sase (la società che gestisce lo scalo perugino) e il mondo politico ed economico dell’Umbria, tanto che Lupi nei mesi scorsi ha deciso di dare vita a questa cabina di regia proprio con lo scopo di arrivare ad una revisione condivisa del Piano con il sì, entro settembre, della Conferenza Stato-Regioni.
SASE, I NUMERI DEL BILANCIO 2012
UN PRIVATO PRONTO A RILEVARE IL 33%
I tre fattori I fattori sui quali l’Umbria ha puntato presentando un dossier sono i buoni collegamenti del «San Francesco» con ferrovie e strade, il fatto di essere l’unico scalo della regione e i passeggeri in crescita costante di anno in anno (230 mila quelli previsti nel 2013 contro i 201 mila del 2012 e i 180 mila dell’anno precedente). Tre leve che sembrano essere riuscite ad evitare il ‘declassamento’ e a far rientrare Perugia tra gli scali di interesse nazionale. Essere in quella cerchia è fondamentale: i 31 in origine classificati da Passera manterranno infatti la concessione nazionale e saranno oggetto di interventi di ammodernamento e «infrastrutturazione» a carico dello Stato che l’Umbria chiederà giovedì. Gli altri invece si dovranno reggere solo sulle forze locali: «Gli aeroporti esclusi dalla lista di interesse nazionale – è scritto infatti nel Piano di Passera – dovranno essere trasferiti alle Regioni competenti o ai rispettivi enti locali, che ne valuteranno la diversa destinazione d’uso e/o la possibilità di chiusura». Il progetto prevede che siano messi a punto «piani di riequilibrio per raggiungere entro breve termine adeguati livelli di patrimonializzazione (condizione necessaria per il rilascio della concessione totale), come previsto peraltro dalla normativa vigente. Sarà infine data grande attenzione alla verifica degli investimenti previsti dalle concessioni».
Parlavecchio: buona notizia «Finalmente una buona notizia» commenta Franco Parlavecchio, segretario del Pd di Perugia. «Come Pd di Perugia – aggiunge il segretario – ci siamo sempre impegnati, non da ultimo facendoci promotori nei mesi scorsi di un sit-in a Sant’Egidio insieme ai Giovani Democratici, per tenere alta l’attenzione sulla necessità di moltiplicare gli sforzi rivolti a un avanzamento dell’Umbria sul piano delle infrastrutture viarie e dei trasporti. I collegamenti sono il motore di sviluppo culturale ed economico dell’Umbria e la valorizzazione dell’aeroporto San Francesco rappresenta un punto strategico per le prospettive della nostra regione e della nostra città, che tra l’altro si candida a Capitale europea della Cultura 2019».
