di M.T.
Irrispettoso. Secondo le organizzazioni sindacali ternane – dopo la sortita solitaria di Ugl di sabato, Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl, tutte insieme, lo dicono in una nota – questo sarebbe l’atteggiamento di Outokumpu «che continua a temporeggiare senza fornire elementi utili rispetto allo stato della trattativa in corso per la cessione di Ast».
Deludente A più di tre mesi «dal termine per la presentazione delle offerte vincolanti, non si è ancora giunti ad elementi di chiarezza e certezza per il futuro del sito produttivo ternano», dicono i sindacati, che definiscono «deludente» lo stato delle cose e «chiedono di conoscere quali strumenti di monitoraggio e informazione sul piano proposto – e, in particolare, gli orientamenti relativi a decisioni riguardanti il sito di Terni – dei quali la Comunità europea intenda dotarsi per evitare distorsioni delle informazioni».
I tempi Tutto ciò, insistono i sindacati, «è indispensabile affinché i lavoratori possano disporre di un’informazione appropriata, diretta, affidabile, attendibile e soprattutto dovuta. Ferma restando la proroga concessa ad Outokumpu, per quello che riguarda le organizzazioni sindacali la conclusione della cessione deve avvenire in tempi rapidi e certi con i criteri fin qui unitariamente sostenuti». Ma, sul tema, i finlandesi non sembrano particolarmente sensibili.
La minaccia Rivendicando «un’autorevole e obbligata interlocuzione, in grado di fornire un corretto coinvolgimento come previsto dalla normativa europea in essere», i sindacati annunciano che «metteranno in campo tutte le azioni necessarie, non escludendo anche quelle legali, di natura di diritto privato, per dare certezza e continuità al sito di Terni, che deve essere ceduto nella sua integrità salvaguardando volumi produttivi e livelli occupazionali».
La politica Il deputato del Pdl Pietro Laffranco in un’interrogazione presentata al ministro dello sviluppo economico, ha manifestato «la propria preoccupazione per il futuro del polo siderurgico di Terni. Le vicende legate alla cessione del polo disegnano, in effetti, un quadro a tinte fosche sul sito di proprietà della Tk-Ast, tanto a livello occupazionale quanto sul piano della tenuta di un comparto industriale di primaria importanza a livello nazionale».
‘Zona franca’ Secondo Laffranco «uno dei principali limiti ad una positiva soluzione della vicenda è quello relativo al ridotto numero di soggetti stranieri disposti ad investire in Italia a causa di farraginosi adempimenti burocratici ed amministrativi coniugati ad un elevato peso fiscale. In questo senso il ricorso all’istituzione di una zona franca che comprenda il sito del polo siderurgico ternano (della quale chiede l’istituzione; ndr) potrebbe alleggerire i costi di un investimento da parte di soggetti esteri, moltiplicare l’interesse nei confronti del polo siderurgico ed agevolare una rapida soluzione della vicenda in essere, che vede coinvolti quasi tremila posti di lavoro».
