di Marco Torricelli

La proposta di sperimentare una parziale apertura della zona a traffico limitato, avanzata nell’ultima seduta del consiglio comunale da quattro esponenti del Pd e contro la quale c’era già stata una presa di posizione da parte di Rifondazione Comunista, provoca la replica anche da parte di Legambiente.

Motivazioni contraddittorie «Quello che ci lascia interdetti – dicono gli ambientalisti – è la contraddittorietà presente in questa proposta: lasciare, com’è giusto che sia, libero accesso ciclo-pedonale a solo alcune delle zone che rappresentano il nodo nevralgico del commercio e della vita del centro cittadino, ma allo stesso tempo ridare il via al traffico indiscriminato nel resto della città», ma anche «le motivazioni presentate in ragione di questa proposta, ossia il tentativo di rivitalizzare il commercio nel centro cittadino mediante un accesso più libero alle aree fino ad ora limitate».

Visione sostenibile Come se il calo delle vendite dei negozianti ternani, dice l’associazione, «fosse direttamente collegato alla limitazione della circolazione del traffico e non alla situazione economica congiunturale», o lo «sconsiderato fiorire di centri commerciali e punti vendita della grande distribuzione, con prodotti a prezzi sempre più competitivi e poi la crescita esponenziale di rivenditori di ortofrutta di dubbia gestione o, ancora, la mancanza di una politica che faciliti l’accesso al credito dei piccoli imprenditori, soprattutto quelli giovani, e la mancanza di una visione sostenibile della nostra città da parte dell’amministrazione comunale».

Riqualificare il centro Secondo Legambiente sarebbero altre le azioni da portare avanti: «Un primo passo può essere quello di ripartire dalla riqualificazione del centro storico, emblema significativo del declino del cuore pulsante della città, ma sarebbe ancora più auspicabile dare il via ad una seria e concreta politica di mobilità sostenibile». Per esempio attraverso «lincentivazione e nuova pianificazione del trasporto pubblico e di tutte le politiche che ne favoriscono il rafforzamento, la promozione della mobilità pedonale e ciclabile mediante riqualificazione delle vecchie e progettazione di nuove piste ciclabili adeguate a tutta la rete viaria cittadina».

Inquinamento Aprire al traffico, secondo gli ambientalisti «significherebbe aumentare le emissioni di Co2 in pieno centro, in una città già sofferente da questo punto di vista e a cui la risposta delle targhe alterne non è sufficiente ed efficace, in un’epoca in cui si parla sempre più di smart cities, la mobilità diventa nodo cruciale. Terni non può fare marcia indietro: per la sua naturale conformazione orografica (come Bologna, Ferrara) ha tutte le potenzialità per scegliere una mobilità dei cittadini razionale, sicura, efficiente ed ecologica».

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