di M.T.

La proposta, avanzata a più riprese dai commercianti, è tornata in consiglio comunale. Stavolta per iniziativa di quattro esponenti del Pd – Michele Pennoni, Marco Vinciarelli, Jonathan Monti e Paolo Paparelli – che propongono «una sperimentazione di riapertura dei varchi della zona a traffico limitato, dalle ore 18 alle 6».

La proposta I quattro consiglieri propongono, poi, di «interdire il traffico in alcune aree, creando luoghi d’incontro e di socializzazione ed attivare le procedure per rendere possibile il rilascio informatico delle autorizzazioni temporanee di accesso alla zona a traffico limitato presso i varchi e online». La proposta di riapertura, spiega Michele Pennoni, «ovviamente è solo relativa alla possibilità di accesso e non a quella di parcheggio».

La replica A sinistra, però, non ci stanno. Rifondazione comunista, per dire «esprime netta contrarietà alle richieste di modifica del regolamento avanzate, in questi giorni, dalle associazioni dei commercianti Richieste che si ripetono ciclicamente da anni e che oggi risultano ancora più fuori luogo, di fronte alla devastante crisi, non solo economica, che sta impoverendo, ogni giorno di più, tutto il Paese, e che costituisce la vera origine della riduzione dei consumi».

La polemica Ridurre o eliminare le Ztl, per favorire le attività commerciali, «è stato un tema più volte dibattuto ed accantonato – polemizza Rifondazione Comunista – ma viene puntualmente rilanciato, oramai, crediamo, al solo scopo di creare alibi e facili e consolatori capri espiatori rispetto alla crisi. In questa maniera, a nostro parere, si allontana anche la difficile ricerca dei rimedi e delle soluzioni». Secondo Rifondazione «non ci crede più quasi nessuno che aprire la Ztl la sera e la notte potrebbe portare sensibili risultati economici per la maggior parte degli esercenti. Stiamo parlando di un’area di piccole dimensioni, percorribile, in pochi minuti, a piedi da un estremo all’altro, caratterizzata da una quantità di parcheggi già scarsa per i residenti».

L’inquinamento Terni, dice Rifondazione, «malgrado le continue rassicurazioni, è una città inquinata, la più inquinata dell’Umbria. I soli dati dell’inquinamento atmosferico parlano di valori che, da anni, sforano abbondantemente i limiti tollerati per le polveri sottili nei mesi invernali e per l’ozono in quelli estivi, oltre ad altri inquinanti. E le nuove centraline della rete di monitoraggio dell’Arpa, come da noi segnalato da tempo, dicono che l’inquinamento è omogeneo su tutto il territorio e non solo in alcune zone periferiche della città».

Presidio ambientale Il nuovo piano regionale della qualità dell’aria, «in discussione in questi giorni – insiste Rifondazione – prescrive, in linea con le direttive europee e nazionali, oltre ad una serie di altri provvedimenti, una riduzione del traffico nei principali centri urbani (Terni, Foligno, Perugia e Corciano) del 6% ogni cinque anni. ’Sperimentare’ nuove aperture significherebbe andare esattamente nella direzione opposta e smantellare quel presidio minimo ambientale costituito dalla Ztl del centro cittadino: una prospettiva che non possiamo permetterci e che contrasteremo ad ogni livello».

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