Passaggio di denaro in contante tra i due imprenditori, false dichiarazioni fiscali e occultamento o distruzione delle scritture contabili, questo il quadro che incastra due operatori commerciali che a Perugia operano nel settore delle atrezzature per uffici.
Le indagini Su di loro la lente di ingrandimento della guardia di finanza che ha indagato e che ora ha sequestrato beni e capitali riconducibili ai due soggetti, di valore equivalente alla cira presuntamente sottratta al fisco. Bloccati dall’autorità giudiziaria ci sono quindi beni mobili e beni immobili che valgono a garanzia per le somme a credito nelle casse dello stato. E’ una misura funzionale alla successiva confisca dei beni. Dei due soggetti travolti dall’inchiesta della guardia di finanza di Perugia si sa che operano all’ingrosso, nel settore di macchine per ufficio e che la società finita nell’occhio del ciclone p una società di capitale.
La denuncia I conti non tornano alle fiamme gialle nella contabilità relativa agli anni 2009 e 2010, per quanto riguarda i versamenti dell’Iva e dell’Irap. Difficile la ricostruzione dell’intero ammontare nascosto al fisco anche a causa dell’ «insidioso» comportamento dei due soggetti che avrebbero operato con denaro contante, senza l’intermediazione di soggetti abilitati e nascosto o occultato la contabilità, beccandosi così una denuncia all’autorità giudiziaria, rispetto a una cifra ricostruita dagli agenti che si aggira, al momento, intorno ai 400 mila euro. Dovranno rispondere dell’accusa di infedele dichiarazione e distruzione di scritture contabili.
