di Francesca Mancosu
«Insieme abbiamo qualcosa da dire». Questo lo slogan del City Forum di sabato, a palazzo Primavera. Ma dopo sette ore di convegno, fra mattina e pomeriggio, verrebbe spontaneo chiedersi «cosa vogliamo fare, sul serio?». Tra le tante proposte, presentate da politici, associazioni e imprenditori, infatti, quelle davvero concrete e dotate di una ‘visione’ sono state davvero poche.
Rivitalizzare il commercio La mattinata si è aperta con le riflessioni del sindaco, Leopoldo Di Girolamo e delle associazioni di categoria, concordi nel richiedere un vero cambio di passo, con meno improvvisazione e soprattutto senza le ‘solite’ polemiche. Per tutti, la parola d’ordine è «rivitalizzare il centro storico di Terni». Con «iniziative come la Notte Bianca, la promozione di itinerari turistici – in primis quelli Ridolfiani – e con un calmiere degli affitti dei locali», secondo Paolo Cianfoni (Confcommercio), o, per Francesco Bartoli (Confimpresa), «tramite la creazione di un ‘centro commerciale naturale’ che metta in rete tutti i piccoli commercianti della città».
Edilizia e ambiente Ma bisognerebbe costruire una città bella da vedere, e da vivere. Come? Il Comune, per Massimo D’Antonio (Udc), dovrebbe «modificare il piano regolatore, rendere edificabili le aree agricole, e concederle gratuitamente ai costruttori, in cambio di case – ecosostenibili – da mettere a disposizione dei ternani in difficoltà». Di parere opposto l’architetto Walter Tocchi, per cui «invece di prevedere nuove metrature, basterebbe intervenire su quanto già costruito, investendo sull’ammodernamento degli impianti energetici». Con un occhio anche agli incentivi per la mobilità sostenibile e lo sviluppo delle piste ciclopedonali cittadine, ferme dal 2008 a 16 km di estensione.
Giovani, università e cultura «Coerenza, continuità, sviluppo»: li chiede Cecilia Cristofori, preside della facoltà di Scienze politiche di Terni. A cui fa eco il rappresentante degli studenti, con la proposta di un ‘nuovo’ polo universitario ternano «delle scienze politico-economiche, improntato sulla ricerca e sulla collaborazione con le imprese». Ma il futuro dei giovani ternani, secondo Linda di Pietro (Indisciplinarte), potrebbe essere anche nei beni culturali, magari in strutture come il Caos, proposta che ha sollevato gli strali di alcuni presenti e le polemiche – sempre all’ordine del giorno – sui costi della gestione museale.
Acciaieria o San Valentino? In controtendenza, Faliero Chiappini della Cisl, l’unico a vedere ancora l’industria come motore dello sviluppo cittadino. Fondamentali il mantenimento dell’acciaieria, senza smembramenti, e il rilancio del polo chimico, magari con «investimenti nella chimica sostenibile e nel riciclo». Ma la maggior parte degli interventi, come detto, hanno giocato la carta ‘turismo’. Al centro, la questione San Valentino. C’è chi, come il giornalista Giuseppe Magroni, vorrebbe ‘rottamarlo’, chi invece chiede (Italia Nostra) «più impegno nel valorizzarlo», specie alla luce delle recenti scoperte archeologiche sotto la basilica. Molti puntano ancora sulla cascata delle Marmore, su Carsulae e su Piediluco.
Papigno-Montmartre Per altri, si potrebbe puntare sulla riconversione di Papigno, o almeno sul recupero delle scenografie abbandonate del ‘Pinocchio’ di Benigni che, per il giornalista Andrea Fabbri, potrebbero essere riposizionate nel borgo di Collescipoli, a creare una sorta di museo dell’arte diffusa, a cui si accompagnino scuole di specializzazione artistiche «come in una piccola Montmartre». Altrettanto importante sarebbe la rivitalizzazione dei paesini spopolati della Valnerina, tramite una rete di soggetti impegnati nella promozione di percorsi di turismo sostenibile che comprendano la vendita di prodotti tipici locali, il trekking e l’arrampicata sportiva, come quelli promossi dall’associazione Intervalli.
Un allevamento di farfalleTra le tante voci levatesi dal palco di palazzo Primavera, anche quella di Marco Bressi, un bambino di 12 anni, che ha strappato ai convenuti l’applauso più entusiasta dell’intera giornata. La sua proposta? Una ‘butterfly farm’ vicino alla cascata delle Marmore, per allevare farfalle e ripopolare i nostri parchi e i nostri boschi.
Gli organizatori «Abbiamo la felice consapevolezza di aver dato molto alla città con questa iniziativa – dice Lorenzo Bartolucci, presidente dell’associazione Terni Città Futura, che ha organizzato l’evento – perché finalmente la città si è parlata e tutti ci siamo accorti della sua grande forza». Mentre il vice presidente, Michele Rossi, perla di «un evento riuscitissimo, partecipato, sentito, vissuto in pieno spirito collaborativo e questa è stata la sua forza. La città lo ha capito. Terni ha risposto con partecipazione e con proposte concrete, esempi di professionalità e di competenza; abbiamo visto passare e sentito di cinque minuti in cinque minuti un grandissimo spaccato della città, anche di quella città che troppo spesso è nascosta e che questa volta finalmente è stata protagonista».
