Il parco Rosselli (Roberto Bertolle)

di Francesca Mancosu

«Fino a una decina di anni fa, trovavamo una siringa alla settimana. Oggi ne recuperiamo almeno sette ogni giorno». Basta questa frase, pronunciata dal vice presidente della Circoscrizione Est, Michele Pacetti, a dare la misura della grave situazione di degrado in cui versa il parco Rosselli, storica area verde cittadina fra la ferrovia dell’acciaieria e il fiume Serra. Sempre più terra di nessuno, meta di spacciatori, drogati e perdigiorno giovani ed adulti.

Emblema di una periferia malata «Questo parco è solo l’emblema del cambiamento della nostra città. Possiamo solo prenderne atto e agire di conseguenza», prosegue Pacetti. In pochi metri, a ridosso di caseggiati abitati in larga parte da immigrati, convivono un asilo nido, un centro anziani, un bar aperto giorno e notte (il bar Aci; ndr) con una sala slot. E fino a poco tempo fa, ricorda Pacetti «c’era anche un distributore di film pornografici. Un paradosso, simbolo di una periferia malata». La notte il parco viene chiuso ma, a quanto pare, ormai si tratta di una prassi inutile. «La mattina ritroviamo la rete aperta con le tronchesi, e i segni del passaggio di drogati, spacciatori e ubriachi. Di giorno, ci sono soprattutto adolescenti che saltano la scuola, italiani e stranieri, maschi e femmine. A volte danneggiano le strutture del parco, fanno la pipì sulla casetta all’ingresso e d’inverno si scaldano dando fuoco ai tavolini».

L’ex circoscrizione Tacito Il parco Rosselli nasce circa 40 anni fa come luogo di aggregazione per gli abitanti del quartiere, sorto in un’area precedentemente occupata da una discarica dell’acciaieria. Col tempo, oltre ad ospitare la sede dell’ex Circoscrizione Tacito (oggi assorbita dalla circoscrizione Est insieme alle vecchie circoscrizioni di Borgo Bovio, Valnerina, Piediluco, Marmore e periferia est) ed un asilo, qui sono confluite le sedi di associazioni per i diritti dei disabili, dell’Anpi e dell’Enpa, dell’Ufficio di cittadinanza e del Teatro città di Terni. Durante l’anno si tengono corsi di inglese e spagnolo di vari livelli, mentre l’Enaip organizza attività estive per ragazzi. Dirimpetto, ci sono il campo coperto della bocciofila e una struttura che ogni estate ospita spettacoli di teatro dialettale e serate danzanti che richiamano gli anziani di tutta la città.

Poche risorse e tanti problemi Oggi, prosegue Pacetti, «è sempre più difficile assicurare il prosieguo di queste attività e curare il parco. Le risorse locali per la manutenzione delle aree verdi e delle strade sono ormai inesistenti. Fino a qualche anno fa il Comune stanziava 100 mila euro l’anno per sola circoscrizione Tacito. Oggi, per l’intera circoscrizione Est, non arriva a 50 mila. Ma noi ci rimbocchiamo le maniche e per fortuna possiamo contare su diversi volontari. Proviamo anche ad andare incontro a quanti mettono a dura prova la vivibilità del nostro parco: abbiamo messo un bidone accanto alla panchina dove si riuniscono ubriachi e drogati per impedirgli di gettare bottiglie e siringhe in giro e nel fiume, e offerto ai ragazzini una stanza all’interno della struttura per i mesi più freddi, ma senza grossi risultati».

La lavanderia sociale Nonostante tutto, i buoni propositi continuano a non mancare. Nei locali attigui al centro sociale dove gli anziani si riuniscono per giocare a carte, da qualche mese è attiva ‘La lavanderia del sole’, una lavanderia sociale, collegata con i servizi comunali che, grazie a sei volontari, assicura gratuitamente vestiti puliti, stirati e rammendati a persone sole, non autosufficienti dal punto di vista della gestione familiare.

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