di C.A. e M.T.
Il giorno di Pasqua, era previsto, è stata l’occasione, per monsignor Ernesto Vecchi, amministratore apostolico della Diocesi di Terni, per la prima celebrazione nella cattedrale di san Giovenale, il duomo di Narni.
La sorpresa Ma prima di recarsi a celebrare la messa, un piccolo colpo di scena. Vecchi ha inserito una piccola, ma significativa, variante nel protocollo: passando con i suoi collaboratori dalla chiesa di san Girolamo, non sapendo che don Pio, il parroco, stava in quel momento celebrando la messa. I fedeli, ovviamente, hanno subito riconosciuto monsignor Vecchi e il parroco ha interrotto la funzione, arrivata al momento clou della consacrazione.
I problemi Visibilmente emozionato don Pio gli ha ceduto il pulpito e Ernesto Vecchi ha subito esordito: «Sono venuto a vedere questa chiesa e questo castello che tanto stanno facendo parlare di loro. C’è stato qualche problemino – ha detto ancora Vecchi – ma dobbiamo stare tranquilli perché stiamo lavorando per risolvere tutto e per riportarlo alla normalità». Pochissime parole e poi un saluto pasquale e la benedizione, prima di lasciare don Pio con i suoi fedeli per completare le celebrazioni del giorno di festa.
Le precisazioni E che di una scelta improvvisa si tratti lo dimostra il fatto che, sabato, la curia diocesana aveva diramato una nota nella quale, facendo riferimento «alle notizie apparse sulla stampa locale», si diceva che «in questi giorni in cui la Chiesa e i fedeli sono chiamati a vivere con particolare intensità la dimensione spirituale e liturgica della Pasqua, pare improprio accostare vicende economiche della Diocesi alla passione del Signore». Ma, evidentemente, monsignor Vecchi, dimostrando quella lucidità che chi lo conosce bene gli attribuisce, ha capito che serviva un segnale forte.
La nota Nella stessa nota diramata dalla curia diocesana; oltre all’ufficializzazione delle dimissioni delle persone raggiunte dalle informazioni di garanzia – Luca Galletti, Paolo Zappelli e Gian Luca Pasqualini – e della nomina ad economo aggiunto di don Tiziano Presezzi (che assume il controllo degli uffici ai cui vertici erano i primi due), veniva specificato che «la Diocesi di Terni-Narni-Amelia non ha un proprio ufficio legale, ma di volta in volta – a seconda dell’opportunità e dell’occorrenza – si avvale della consulenza di persone diverse» e che «nel trattare le presenti delicate e complesse questioni economiche e patrimoniali, l’amministratore apostolico si avvale della consulenza di persone di sua espressa fiducia».
