Lo scoiattolo grigio

Dopo le polemiche degli scorsi mesi, in Provincia di Perugia si torna a discutere di scoiattoli e in particolare di quello grigio americano, che sarebbe la causa della decimazione di quello autoctono rosso. In programma, secondo quanto rende noto l’ente in una nota, ci sarebbe un piano di contenimento che costerebbe «diverse centinaia di migliaia di euro» tanto che il vicepresidente della Provincia Aviano Rossi non lo firmerebbe.

L’interrogazione A dirlo è lo stesso Rossi rispondendo ad un’interrogazione della consigliera Paola De Bonis (Pdl): «Non voglio entrare nel merito, ovvero se sia giusto oppure no – ha detto De Bonis – un abbattimento di questa specie non autoctona, ma in questo momento difficile si apprende che il progetto nuovo da attuare per poche catture avrebbe un costo con diversi zeri che dovranno sborsare sia la Regione dell’Umbria, la Provincia di Perugia e il Comune di Perugia. Mi auguro che la Provincia capisca bene che le risorse a disposizione devono essere dirottate verso le scuole, le imprese e il welfare. Non si possono finanzare oggi questi interventi per quanto importanti ai fini della tutela della fauna».

Niente firma Rispondendo alla consigliera pidiellina il vicepresidente Rossi ha spiegato che esiste un progetto per la tutela dello scoiattolo nativo che prevede soprattutto nel perugino (Monte Malbe e il Percorso Verde di Pian di Massiano) la cattura di un numero compreso tra 10 e 20 esemplari: «Lo ribadisco in questa aula: per quanto mi riguarda non firmerò un provvedimento, tra l’altro poco incisivo, che costerà diverse centinaia di migliaia di euro – come previsto dal Piano – quando non ci sono fondi a bilancio per cose ben più utili e fondamentali per far uscire dalla crisi i cittadini». Una risposta di cui la De Bonis si è detta «soddisfatta perché sarebbe una spesa folle».

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