Il mercato coperto di Perugia - foto Fabrizio Troccoli

di Ma. Ma.

Se a un perugino che ha passato i sessanta anni gli chiedi a bruciapelo: «Te lo ricordi Fucilino?», la risposta non può che essere una: «E certo che me ricordo, vendeva le scarpe al mercato coperto , era un grande amico di Spartaco Ghini!»

Chi era Fernando Zuccherini, detto appunto ‘Fucilino’ per via di un fisico mingherlino già in età giovanile, si è spento a poco più di 70 anni. Un personaggio che conoscevano in tanti, perché era popolare sia tra quanti per risparmiare compravano le scarpe nella sua bottega della terrazza del Mercato coperto, che tra gli imprenditori e commercianti frequentati da Spartaco Ghini. ‘Fucilino’ era l’ombra del cavaliere, lui alto e di corporatura massiccia, l’altro con i capelli lunghi e un paio di baffetti. Inseparabili, al Caffè Turreno, cosi come allo stadio quando appunto Ghini e D’Attoma firmarono quel capolavoro che fu la promozione storica dalla serie B alla A e poi la costruzione dello stadio in poco meno di tre mesi e cento altre storie da raccontare.

L’antica amicizia Non si menava vanto Fernando Zuccherini di essere amico diretto, molto vicino all’uomo più ricco di Perugia, all’imprenditore che con la Sicel aveva assunto commesse in molti nazioni estere. Era schivo e taciturno, con Ghini si capivano in un attimo, visto che si erano conosciuti da ragazzini e non si erano mai perduti di vista. Anzi, si cercavano, e quelli che avevano la puzza sotto il naso si sorprendevano di una amicizia rimasta tale anche se le condizioni economiche erano agli antipodi. Ma questa era la qualità eccezionale di Ghini: anticonformista fino al midollo. «Mi da più piacere frequentare gli amici di quando ero giovane, che una certa borghesia o certi imprenditori che si sentono superiori». Di contro ‘Fucilino’ da quella amicizia non ne ricavava nulla, se non il piacere di bere un aperitivo con un amico che non lo aveva mai guardato dall’alto in basso, dopo essere divenuto ricco e potente. Di più: chi ebbe vicino l’ex Presidente del Perugia quando fallita la Sicel, con tanto di disavventure giudiziarie, ci fu per lui perfino il carcere insieme alla figlia Maria Vittoria? ‘Fucilino’ ovviamente, e pochi altri.

Si sono ritrovati «In carcere ho conosciuto persone di una umanità grandissima, al di là dell’amarezza per l’arresto di mia figlia, non considero negativa l’esperienza in Piazza Partigiani (allora non c’era ancora il complesso penitenziario di Capanne ndr). Adesso che il cavaliere è stato raggiunto dal fidatissimo amico, c’è da scommetterci ci scapperà di sicuro qualche partita a carte e qualche bicchierino di buon brandy.

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