di Francesca Mancosu
Se parla da una decina d’anni. Ma, intanto, a Terni i funerali laici restano di fatto vietati, vista la mancanza di uno spazio adeguato per celebrarli. In attesa dell’avvio dei lavori al cimitero comunale (che non saranno completati prima del 2016), a cercare una soluzione provano l’associazione Civiltà laica e il circolo dell’Unione atei e agnostici razionalisti, che venerdì lanciano una raccolta di firme per una petizione popolare volta a chiedere l’istituzione di una sala del commiato.
La raccolta di firme «Si potrà firmare tutti i sabati di febbraio, nei nostri stand allestiti a via della Rinascita e a Largo Villa Glori – spiega Alessandro Chiometti, presidente di Civiltà laica – ma chiunque sia interessato potrà farlo anche contattando la nostra associazione. Fra due mesi, porteremo le firme in Consiglio Comunale, che dovrà discutere la questione».
Soluzioni alternative La Sala del commiato comunale, collegata ad un forno crematorio adeguato, è prevista dal progetto di ampliamento del cimitero, come confermato anche dall’assessore ai Lavori ubblici, Silvano Ricci, ma i cantieri prenderanno il via solo nel 2014 «e prima del 2016 non riusciremo a finire i lavori, ma nel frattempo ci siamo attivati per trovare uno spazio alternativo insieme all’Ufficio cultura e all’assessore Guerra», che nel 2008 presentò in consiglio comunale un atto di indirizzo sul tema dei funerali laici, rimasto, è il caso di dirlo, lettera morta. Per qualche tempo, continua Ricci, «la soluzione migliore sembrava poter essere l’auditorium ricavato nella chiesa di Santa Maria del Carmine, ma alla fine non siamo riusciti a trovare un accordo con la programmazione culturale della sala. Allo stato attuale, l’unica possibilità è offerta dalla soppressione delle circoscrizioni, che libera nuovi spazi da adibire anche alla celebrazione di funerali laici».
La situazione Ad oggi, chi vuole optare per un funerale laico non ha molte possibilità di scelta. Se per la cremazione ci si può ‘rivolgere’ alle strutture di Spoleto, Perugia o Viterbo, per l’ultimo al saluto al defunto non ci sono alternative alla strada di fronte all’obitorio del cimitero: «Negli ultimi anni – conclude Chiometti – tante persone non hanno potuto avere il diritto civile di un commiato laico, come avrebbero voluto, perché la città non è attrezzata. Dopo dieci anni di richieste è ora che l’amministrazione comunale dia una risposta».
