di Dan.Bo.
Sorgerà a Perugia, come già scritto nel Dap 2013-2015 della giunta regionale, il nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti derivanti dal lavaggio delle strade che servirà tutta l’Umbria. La nuova struttura, che sarà costruita a Ponte Rio, verrà finanziata per il 50% dalla Regione con 1,3 milioni di euro e riciclerà i materiali inerti che arrivano dal cosiddetto «spazzamento». Quello di Ponte Rio è solo uno degli interventi relativi all’impiantistica intermedia per i quali la giunta di Catiuscia Marini ha deciso di stanziare nove milioni di euro. Una nuova struttura dedicata al compostaggio verrà realizzata a Belladanza (Città di Castello) e finanziata al 20% da palazzo Donini (500 mila euro).
I fondi I restanti 7,2 milioni andranno a sostegno del settore biogas, specialmente per quanto riguarda quello che si può ricavare dai rifiuti. Questi impianti di «digestione anaerobica» saranno costruiti negli Ati che ne sono sprovvisti (1, 2 e 3), mentre nell’Ati4 ne esiste uno realizzati da privati. Il contributo ad ogni Ati (non superiore comunque al 30% del costo del progetto) si comporrà di una quota fissa (500 mila euro) e di una variabile in base ai fabbisogni. Con questo metodo l’Ati1, nel quale è prevista la produzione di un quantitativo annuo di rifiuti organici e verdi di 14.602 tonnellate (con una incidenza sul totale dei tre Ati del 18,84%) avrà come dote 1,573 milioni di euro a fronte di un investimento stimato in 5,5 milioni.
Ati2 e 3 All’Ati 2, dove è prevista la produzione di un quantitativo annuo di rifiuti organici e verdi di 46.374 tonnellate (quasi il 60% di tutti gli Ati), andranno 3,908 milioni per costruire l’impianto che sorgerà a Pietramelina e che costerà complessivamente 15 milioni. All’Ati3 invece, con 16.567 tonnellate (il 21,36% del totale) verranno corrisposti 1,717 milioni. «In questa fase – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Silvano Rometti – si è ritenuto opportuno intervenire sul potenziamento e sullo sviluppo dell’impiantistica di trattamento e recupero delle frazioni provenienti dalla raccolta differenziata, così da massimizzare il recupero di materia e di energia e da ridurre le quantità di rifiuti da smaltire in discarica. Ciò – conclude – produrrà vantaggi ambientali e economici, riducendo i costi di gestione e quindi potenzialmente contenere positivamente i costi a carico dei cittadini».

