Il campo che tornerà a vivere
Il campo lasciato nel degrado (foto Toni-U24)

di Fabio Toni

Dove prima scattavano le ali, affrontate da terzini non sempre gentili, ora nascono piante rigogliose e immuni ai rigori invernali. Vederlo ridotto così, senza un’anima viva e spelacchiato, fa male a molti. A chi lo ha calcato almeno una volta da giocatore (o presunto tale), a chi ci ha visto crescere intere generazioni e a chi, magari solo una volta, è entrato lì dentro per la classica festa di quartiere, di quelle che non si organizzano più. Un campo, quello comunale di borgo Rivo, che è parte integrante della storia cittadina e di una società – la Virgilio Maroso – con oltre 60 anni di successi alle spalle e con un nome che fa onore alle leggenda del Grande Torino.

Spesi 700 mila euro Vederlo ridotto in quello stato, però, fa male anche a chi ricorda gli oltre 700 mila euro spesi dal Comune per rimetterlo a posto, appena quattro anni fa. Una tribuna nuova di zecca, le luci, i lavori per spostare il fosso. E poi quell’erba, morbida e di un verde lucente, come non si era mai vista lì. Un’inaugurazione in pompa magna, seguita finalmente dalle prime partite. Anche l’onore di ospitare la Rai nel maggio dello scorso anno, per ricordare la tragedia di Superga e celebrare la promozione in seconda categoria dei leoni biancoverdi di borgo Rivo. Poi più nulla. Qualche problema all’impianto di irrigazione, un pozzo asciugato dalla calura estiva. Per mantenerlo verde, servono sacrifici e soldi. Così la Maroso fa armi e bagagli e si trasferisce sul sintetico di via Proietti Divi, di proprietà della parrocchia di Sant’Antonio.

Vogliamo tornare «Ma vogliamo tornare a giocare a borgo Rivo e trovare una soluzione ai problemi», affermano in coro Rinaldo Pace e Roberto Brizi, presidente e omologo ‘onorario’ della Maroso. Una strada sollecitata anche dal Comune, forte di una convenzione ventennale stipulata ad inizio anni 2000, come ricorda l’assessore allo Sport Renato Bartolini: «Quel documento prevede anche una caparra di oltre 15 mila euro – afferma – che potremmo tenerci se le condizioni non venissero rispettate». All’orizzonte c’è in programma un incontro proprio fra il Comune e la nuova dirigenza biancoverde, con l’obiettivo di superare l’impasse. Dietro l’angolo, ci sarebbero già altre società interessate a rilevare la gestione dell’impianto. «La Maroso deve sbrigarsi e riaprire il campo, sennò rischia di perderlo», sibilano da palazzo Spada. «Il campo di gioco è stato fatto male e l’erba non ‘respira’ – rispondono dalla Maroso – Per rimetterlo a nuovo servono soldi ma vogliamo tornare in quella che è la nostra casa di sempre». La buona volontà è una certezza. Lo stesso non può dirsi dei tempi. Nessuno azzarda previsioni e la partita è più che mai aperta. Come molte di quelle che si giocavano proprio a borgo Rivo.

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