©️Fabrizio Troccoli

Nuova marcia per la pace ad Assisi che si carica anche di un significato politico e simbolico. L’appuntamento è per sabato 18 aprile, con partenza alle 9 da Santa Maria degli Angeli, da dove prenderà il via il corteo diretto verso la piazza inferiore della basilica di San Francesco.

L’iniziativa si presenta come una risposta esplicita agli attacchi rivolti a Papa Leone XIV nelle ultime settimane. Un passaggio che gli organizzatori definiscono «indecente e inaccettabile» e che, secondo la lettura proposta, non colpisce soltanto la figura del pontefice ma una delle poche voci globali impegnate apertamente contro guerre e violenza.

Da Assisi, dunque, partirà un messaggio che intreccia due piani: da un lato la richiesta di fermare i conflitti in corso, dall’altro la difesa del ruolo del Papa nel dibattito internazionale. Una presa di posizione netta, senza ambiguità, che accompagnerà l’intero svolgimento della giornata.

La marcia vedrà la partecipazione di migliaia di studenti e insegnanti provenienti da diverse regioni italiane. Il motto scelto, «Sbellichiamoci!», richiama un’idea di cambiamento che passa anche attraverso linguaggi nuovi, capaci di coinvolgere le giovani generazioni su temi complessi come la pace, la convivenza e la responsabilità individuale.

Il corteo si concluderà in piazza San Francesco, a ridosso della tomba del patrono d’Italia, luogo simbolico da cui verrà rilanciato un appello a rafforzare l’impegno concreto per la pace, in un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni diffuse.

La marcia rappresenta il momento conclusivo del Meeting nazionale delle scuole di pace “Sui passi di Francesco”, in programma tra il 17 e il 18 aprile. L’iniziativa, intitolata “Io cambio”, riunisce ad Assisi studenti dai 4 ai 18 anni provenienti da 14 regioni, nell’ambito di un percorso educativo avviato nel 2013 dalla Rete nazionale delle scuole di pace insieme ai frati del Sacro Convento.

Alla base del progetto ci sono tre direttrici: conoscere la figura di Francesco, farne esperienza e tradurre quell’esperienza in responsabilità concreta. Un’impostazione che, anche attraverso la marcia, prova a collegare dimensione educativa e impegno civile, riportando al centro il tema della pace in una fase storica segnata da nuovi equilibri e conflitti aperti.

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