La Procura di Perugia ha chiuso le indagini a carico di Yassin Hassen Amri, il 21enne di Ponte San Giovanni (Perugia) in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato di Hekuram Cumani, il giovane di Fabriano ucciso il 18 ottobre scorso a Perugia nel parcheggio universitario accanto al 110Cafè, dove sia l’indagato che la vittima avevano trascorso la serata coi rispettivi amici. Amri è anche accusato di aver accoltellato a entrambe le gambe il fratello di Hekuran, Samuel Cumani, al termine dell’aggressione nel parcheggio a cui, per gli inquirenti, ha partecipato anche il buttafuori 28enne del locale indagato per lesioni personali aggravate. La notizia della chiusura indagini è stata anticipata dall’edizione odierna del Corriere dell’Umbria.
Nell’avviso viene ricostruito dettagliatamente l’omicidio di Cumani che, per la Procura di Perugia, Amri ha compiuto col coltello recuperato nel novembre scorso dagli inquirenti nel fiume Tevere, da cui è stato ripescato anche il suo Iphone15. In particolare, il 21enne di Ponte San Giovanni si sarebbe avventato contro la vittima armato di due coltelli: uno che aveva nel giaccone lasciato nell’auto di un amico e l’altro raccolto da terra dove lo aveva gettato Mohammed Abid detto Simo. Quest’ultimo, anche lui indagato e destinatario di avviso conclusione indagini, è considerato il giovane che ha innescato la lite nel parcheggio, minacciando il gruppo di Fabriano con un coltello nell’ambito di una lite verbale scaturita da una battuta su una squadra di calcio. Hekuran Cumani avrebbe tentato di difendersi con le mani dai colpi che Amri stava tentando di sferrare, fino a quando non è stato attinto all’emitorace destro col coltello a serramanico ripescato nel Tevere. Dopo il colpo, è la ricostruzione della Procura di Perugia, Hekuran Cumani si sarebbe rialzato, avrebbe fatto alcuni passi verso il fratello Samuel Cumani per poi accasciarsi a terra davanti a lui, battendo a terra la testa.
Per la lite coi coltelli sfociata nell’omicidio di Hekuran Cumani e nel ferimento del fratello Samuel, la Procura ha chiuso le indagini anche a carico del buttafuori 28enne accusato di lesioni personali aggravate, di una ragazza di 20 anni di Corciano accusata di porto abusivo di oggetti atti ad offendere e di Mohamed Abid di 19 anni anche lui accusato di porto abusivo di oggetti ad offendere, oltreché di minaccia.
Durante le indagini, però, è emerso un altro episodio violento di cui si sarebbeso resi protagonisti sia Amri che Abid, oltre alle 20enne di Corciano che li scarrozzava in auto. I fatti risalgono alla sera precedente all’omicidio quando Amri e Abid si sarebbero presentati nel parcheggio del Pronto soccorso di Perugia per minacciare due ragazzi che poche ore prima avevano litigato con amici di Amri e Abid ed erano in ospedale per le cure conseguenti. Nel blitz nelle aree esterne del Santa Maria della Misericordia Amri sarebbe stato armato di coltello, che avrebbe mostrato ai due rivali alzando la maglietta e mostrandolo.
Dall’Iphone 15 di Amri ripescato nel Tevere, infine, sono spuntati sia video del 21enne con in mano un coltello mentre pronuncia minacce generiche contro napoletani, siciliani, tunisini e marocchini, ma anche otto immagini pedopornografiche, precisamente si tratta di estrapolazioni in formato sticker, che l’indagato ha ricevuto quando non aveva ancora compiuto 18 anni, motivo per cui a suo carico per questo reato procederà la Procura dei minori.
