L’Università degli Studi di Perugia ha approvato martedì 54 nuove posizioni per il personale docente, una programmazione definita «storica» per dimensione, impostazione e valore strategico. Tra queste, 34 sono ricercatori a tempo determinato in tenure track, 7 professori associati e 13 professori ordinari, con l’obiettivo di rafforzare ricerca, didattica e attrattività dell’Ateneo.

Il piano Si tratta della prima vera programmazione organica di ricercatori Rtt su fondi ordinari dell’Ateneo, spiega l’Università in una nota, pensata come investimento strutturale e non come risposta contingente. Questi giovani studiosi entreranno in un percorso di crescita accademica della durata di sei anni, che potrà portarli alla posizione di professore associato, contribuendo a rinnovare il corpo docente e a rafforzare la comunità scientifica dell’Università. Per 12 posizioni Rtt e 7 di professore associato è previsto un accesso riservato a candidati provenienti da esperienze esterne, al fine di garantire apertura, qualità e scambio di competenze.

Tre tranche Il piano, realizzato con il coinvolgimento dei direttori di Dipartimento, sarà distribuito in tre tranche per assicurare sostenibilità amministrativa e ordine nell’attuazione. La prima tranche prevede 27 bandi immediati, comprendenti 13 Rtt, 7 professori associati e 7 professori ordinari, con priorità per i corsi ad alta numerosità di studenti e le scuole di specializzazione, garantendo il rispetto dei requisiti di accreditamento e la qualità dell’offerta formativa.

Il sostegno Un elemento di rilievo riguarda il sostegno delle istituzioni territoriali: 4 dei 7 posti di professore associato saranno finanziati dalla Regione, nell’ambito del recente accordo che valorizza la formazione nelle scuole di specializzazione e rafforza l’area medica, la qualità della formazione e i servizi al territorio. La portata dell’iniziativa – prosegue lo Studium – è resa possibile dalla «solidità economica» dell’Ateneo e da una «politica di bilancio attenta», che permette di investire con decisione sui giovani ricercatori, dando nuova energia all’attività scientifica e didattica.

Marianelli Il rettore Massimiliano Marianelli ha sottolineato che «abbiamo compiuto, insieme, una scelta che traccia la strada dell’Ateneo: una programmazione ampia, seria e sostenibile, che mette al centro i giovani ricercatori e ricercatrici, la qualità della ricerca e il rafforzamento della nostra comunità accademica». Marianelli ha poi aggiunto che «la priorità è chiara: offrire prospettive concrete a chi vive condizioni di precarietà nella ricerca e consentire l’ingresso di nuovi talenti ed energie», evidenziando come l’operazione rappresenti un investimento strategico per il futuro dell’Università.

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