di En.Ber.
È in corso davanti al giudice Alessandra Grimaccia il processo nei confronti di un 65enne accusato di appropriazione indebita per essersi impossessato di arredi e oggetti presenti in un appartamento che si trova in via Fiorenzo di Lorenzo nei pressi della Procura della Repubblica di Perugia. Secondo quanto emerge dagli atti l’imputato avrebbe sottratto beni per un valore complessivo di circa 6 mila euro dall’abitazione che aveva in locazione, di proprietà della persona offesa, costituita parte civile e assistita dall’avvocato Daica Rometta. L’accusa contesta che l’uomo si sia appropriato di numerosi oggetti, causando un danno economico rilevante.
Vicenda I fatti risalgono al periodo successivo alla cessazione del contratto di affitto. La proprietaria, rientrata nella disponibilità dell’immobile, avrebbe constatato la scomparsa di numerosi beni, molti dei quali di valore anche affettivo oltre che economico. Secondo la ricostruzione accusatoria l’imputato avrebbe agito con la volontà di trarre un profitto, sottraendo oggetti e arredi presenti nell’abitazione e rendendoli di fatto irreperibili. Nella costituzione di parte civile l’avvocato Daica Rometta sottolinea come «l’imputato, avendo la piena disponibilità materiale degli arredi di indiscusso valore economico di proprietà della mia cliente, abbia volutamente dato agli stessi una destinazione incompatibile con le ragioni che ne giustificavano il possesso», evidenziando inoltre che «il danno patrimoniale è riconducibile alla condotta illecita» contestata.
Oggetti Colpisce, tra gli atti depositati, l’elenco dettagliato dei beni che sarebbero stati portati via dall’appartamento, un insieme eterogeneo che va da oggetti d’arredo a pezzi particolari e di pregio. Tra i più curiosi figurano un portavaso liberty con ferma porta a forma di gatto e calamita antica, un secchiello Sheffield decorato con fiori, una piantana Artemide e un libro di Perugia in cuoio in serie limitata. Nell’elenco compaiono anche oggetti in argento come due boccali Brandimarte, uno da mezzo litro e uno da un quarto, e decorazioni come melograni in argento e fregi dorati. Non mancano elementi di arredo più comuni ma comunque significativi nel loro insieme, come tappeti, lampade, quadri con cornice dorata, un vaso liberty con peonie, centri in tela umbra e servizi di piatti, tra cui uno con bordo intrecciato e un altro bianco con rifiniture in argento.
Richiesta danni La parte civile chiede la condanna dell’imputato al risarcimento dei danni, quantificati in circa 6 mila euro, oltre a una provvisionale immediatamente esecutiva. Nel proprio atto il legale evidenzia anche che i beni sottratti sono stati resi «di fatto irreperibili senza possibilità alcuna per la proprietaria dell’appartamento di ottenerne la restituzione e/o il recupero».
