Fabrizio Troccoli

L’ossessione per la salute passa anche dai numeri. E tra questi, uno dei più diffusi è diventato quello dei 10mila passi al giorno. Non è una soglia scientifica rigida, ma una cifra simbolica che negli anni si è trasformata in obiettivo quotidiano per milioni di persone, complici smartphone, smartwatch e app dedicate.

A raccontarlo, in un articolo del Financial Times rilanciato anche in Italia, è un giornalista inizialmente scettico, finito poi dentro questa abitudine. Il meccanismo è semplice: trasformare una pratica ordinaria come camminare in una piccola sfida personale, fatta di numeri, traguardi e verifiche continue. Così si vedono persone che camminano avanti e indietro in attesa di un treno o che, arrivati a 9.700 passi, non esitano a fare qualche giro in più per raggiungere quota 10mila.

Il dato più curioso è che questa soglia non nasce da studi medici, ma da una campagna pubblicitaria giapponese degli anni Sessanta per promuovere un contapassi. Nel tempo però è diventata un riferimento globale, più per la sua forza motivazionale che per un reale valore scientifico. Gli stessi esperti concordano sul fatto che anche livelli inferiori di attività fisica producono benefici, ma un numero preciso aiuta a costruire una routine.

C’è poi un altro aspetto, più sociale: “fare i propri passi” è diventato quasi un modo per raccontarsi, per dimostrare attenzione alla salute, un po’ come accade con la corsa o la palestra. Con una differenza: è un’attività accessibile a tutti e facilmente misurabile.

In Umbria il fenomeno si inserisce in un contesto particolarmente favorevole. Città come Perugia, Spoleto o Assisi, ma anche i centri più piccoli e le aree della Valnerina, offrono percorsi naturali e urbani che incentivano il cammino quotidiano. Secondo i dati dell’Istat sugli stili di vita (ultime rilevazioni disponibili), la quota di persone che praticano attività fisica nella regione è in linea con la media nazionale, ma cresce proprio la componente legata al movimento leggero, come camminate e trekking. Non è un caso che negli ultimi anni si siano moltiplicati gruppi informali di cammino e iniziative locali legate ai percorsi naturalistici.

Alla fine, più che il numero in sé, conta l’effetto concreto: alzarsi, muoversi, interrompere la sedentarietà. I 10mila passi restano soprattutto un pretesto. Ma, per molti, funzionano.

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