di Enzo Beretta
Assolto, dal giudice per l’udienza preliminare di Perugia, uno chef di 45 anni finito sotto processo con l’accusa di maltrattamenti nei confronti dell’ex fidanzata. Contro di lui il pm Patrizia Mattei della Procura della Repubblica aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi di carcere al termine del processo con rito abbreviato. In arringa l’avvocato Luca Gentili ha concentrato l’attenzione sul fatto che lo chef e la donna, ex hostess, non hanno mai convissuto. Presupposto, quello della convivenza, essenziale per la configurazione del reato di maltrattamenti. Secondo il legale la convivenza stabile, di tipo familiare, non va confusa con una relazione sentimentale caratterizzata da periodi di coabitazione.
Gelosia Il capo di imputazione parla della gelosia del 45enne che «pretendeva di essere a conoscenza dei movimenti» dell’ex compagna. Viene descritto un episodio avvenuto nel gennaio 2025 alla discoteca Urban quando «l’uomo nel corso di una scenata di gelosia la spintonava e la colpiva con uno schiaffo». Agli atti ci sono finiti anche un paio di certificati medici: il primo quando la donna sarebbe stata colpita con una manata al viso, riportando un trauma facciale con frattura delle ossa nasali (a seguito della caduta provocata dal colpo ricevuto, la donna avrebbe riportato un trauma al gomito). «Lesioni delle quali la persona offesa in ospedale – si legge nel capo di imputazione – celava la riconducibilità al compagno». Il secondo legato a uno schiaffo in faccia e ad una spinta. Dopo quella lite in macchina la donna – si legge negli atti – sarebbe stata costretta a scendere dall’auto e lasciata senza telefono.
Le fonti di prova La Procura negli atti richiama i certificati medici e le dichiarazioni rese dalla persona offesa nel corso delle indagini, elementi che avevano portato alla richiesta di processo immediato e all’applicazione di una misura cautelare del divieto di avvicinamento, con controllo elettronico, successivamente modificata.
