di C.F.
La Regione Umbria «ha deciso di sospendere temporaneamente l’approvazione dell’Accordo quadro 2026-2031 con Rete ferroviaria italiana (Rfi)» alla luce del via libera dell’Antitrust (Agcm, autorità garante della concorrenza e del mercato) all’assegnazione di 18 slot orari per l’Alta Velocità alla società francese Sncf sulle tratte Torino-Roma e Torino-Venezia, con la prima che crea allarme in Umbria. Il timore è che con l’ingresso di Sncf sulla rete ferroviaria sempre più treni regionali vengano dirottati sulla linea lenta con inevitabile allungamento dei tempi di percorrenza. In questo quadro, l’assessore regionale Francesco De Rebotti ha chiesto «la convocazione urgente di un tavolo istituzionale con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’Agcm e le Regioni Toscana, Lazio e Marche» al fine di «chiarire gli effetti del procedimento avviato», ossia del debutto di Sncf sulle due tratte.
Va comunque segnalato che per la società ferroviaria d’oltralpe, la quale dovrebbe far debuttare in Italia il nuovo Tgv M a due piani, i 18 slot orari sulle due tratte non sono sufficienti, perché il loro piano industriale prevede un totale di 13 a/r quotidiani (9 da Torino a Napoli e 4 da Torino a Venezia) e senza questo livello minimo di attività, la società non disporrebbe delle condizioni necessarie per giustificare l’investimento e mantenere le operazioni. Restano comunque forti i timori dell’impatto che avrà l’ingresso di un terzo operatore sulla rete dell’Alta Velocità, su cui operano Trenitalia e Italo.
Tant’è che venerdì mattina la Regione, rendendo nota la richiesta di incontro, ha sottolineano come «l’inserimento di nuove tracce a mercato potrebbe determinare una riduzione della capacità disponibile per i collegamenti regionali, con la possibilità che un numero sempre maggiore di convogli venga progressivamente spostato sulla linea lenta, con inevitabili allungamenti dei tempi di percorrenza».
La novità si inserisce nella fase di definizione dei nuovi Accordi quadro 2026-2031 con Rfi per l’utilizzo della rete nazionale, motivo per cui «la giunta regionale dell’Umbria ha deciso di sospendere temporaneamente l’approvazione dell’accordo relativo all’infrastruttura ferroviaria nazionale», come si legge in una nota.
De Rebotti, quindi, sostiene che «i livelli di capacità già preliminarmente concordati con Rfi rappresentano per noi una soglia minima indispensabile al di sotto della quale non possiamo scendere senza mettere a rischio la tenuta del servizio di trasporto pubblico regionale». In ballo per l’assessore ci sono «conseguenze molto pesanti sui servizi di trasporto pubblico locale su ferro soprattutto relativamente alla possibilità d’utilizzo di un’infrastruttura decisiva come la linea Direttissima, già prossima alla saturazione. Senza una valutazione complessiva degli effetti sul sistema ferroviario nazionale e regionale connessi al parere recentemente emesso dall’Antitrust, ci si potrebbe trovare dinnanzi al rischio concreto di una forte penalizzazione dei servizi pendolari e interregionali».
