All’ospedale Santa Maria di Terni è attivo il primo centro regionale di neurostimolazione sacrale che permetterà tutte le cure per il pavimento pelvico in un unico percorso.

L’attivazione del punto è «un passo avanti per la sanità umbra e per i pazienti affetti da patologie funzionali spesso complesse e altamente invalidanti», spiega il nosocomio in una nota. Il servizio è attivo alla Clinica Urologica e Andrologica dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, diretta dalla professoressa Elisabetta Costantini. La neurostimolazione sacrale è una delle più innovative tecniche di neuromodulazione oggi disponibili per il trattamento delle disfunzioni vescicali e intestinali. «La metodica rappresenta una terapia mini-invasiva indicata nei casi di incontinenza, ritenzione urinaria non ostruttiva, dolore pelvico cronico e disturbi funzionali associati sia a patologie neurologiche sia non neurologiche, offrendo nuove opportunità terapeutiche a pazienti che spesso non trovano beneficio nei trattamenti tradizionali».

In struttura sono disponibili tutte le fasi della presa in carico del paziente: dalla riabilitazione pelvi-perineale ai trattamenti farmacologici e comportamentali, dai programmi di addestramento all’autocateterismo alla neuromodulazione periferica del nervo tibiale, fino alla chirurgia funzionale avanzata e agli interventi di elevata complessità. «L’introduzione della neurostimolazione sacrale rappresentava l’ultimo tassello necessario per offrire ai pazienti un percorso terapeutico realmente completo — sottolinea la professoressa Costantini — consentendo oggi di trattare anche i casi più complessi direttamente nella nostra Regione, garantendo continuità assistenziale e prossimità delle cure».

«L’attivazione di questo centro — dichiara il direttore generale Andrea Casciari — conferma l’impegno dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni nel potenziare le alte specialità e nell’investire in innovazione tecnologica e competenze professionali, con l’obiettivo di offrire ai cittadini umbri prestazioni sempre più qualificate senza la necessità di rivolgersi a strutture fuori regione».

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