Una pianta di mimosa

8 Marzo Giornata internazionale della donna come momento di riflessione sui diritti, sulla partecipazione e sulle sfide ancora aperte per la parità di genere. In Umbria il tema viene rilanciato dalle istituzioni con gli interventi della sindaca di Perugia e delegata Anci alle Pari opportunità, Vittoria Ferdinandi, della presidente dell’Assemblea legislativa regionale Sarah Bistocchi e della presidente della Regione Stefania Proietti, che richiamano l’attenzione su lavoro, diritti, linguaggio pubblico e contrasto alla violenza.

Perugia «La qualità democratica di un Paese si misura anche nella libertà delle donne e nella capacità delle istituzioni di garantire condizioni reali di autonomia, sicurezza e partecipazione». È quanto afferma la sindaca di Perugia e delegata Anci alle Pari opportunità Vittoria Ferdinandi alla vigilia dell’8 marzo. «Questa giornata – spiega – rappresenta un richiamo alla responsabilità delle istituzioni e della società affinché la parità, la libertà e la piena partecipazione delle donne alla vita democratica siano un impegno concreto che attraversa tutto l’anno». Ferdinandi ricorda inoltre che «ottant’anni fa le donne italiane entrarono per la prima volta nei seggi elettorali contribuendo alla costruzione della Repubblica». Da allora, sottolinea, «la presenza femminile nelle istituzioni è cresciuta in modo significativo» e oggi nei Comuni italiani «oltre 44 mila amministratrici rappresentano più di un terzo degli amministratori locali». Un percorso che, secondo la delegata Anci, deve proseguire soprattutto sul fronte dell’autonomia economica e del lavoro: «Il tema della parità salariale rappresenta ancora una delle sfide più importanti per il nostro Paese». Ferdinandi richiama infine l’attenzione anche sul contrasto alla violenza di genere, definita «una delle più gravi ferite sociali e democratiche», ricordando il ruolo delle città nella costruzione di reti tra amministrazioni, servizi sociali, scuole e centri antiviolenza per sostenere le donne nei percorsi di uscita da situazioni di abuso.

Assemblea legislativa Un richiamo alla responsabilità delle istituzioni arriva anche dalla presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi che, in una nota, sottolinea come «in un tempo in cui il mondo è incendiato da conflitti e violenze, la politica e le istituzioni sono chiamate alla prova principale, quella della responsabilità e dell’unità, condizioni fondamentali per un cambio di passo concreto sulle pari opportunità». Bistocchi osserva che il terreno dei diritti «dovrebbe essere fertile alla costruzione di una società più giusta ed equa», mentre spesso diventa «campo di battaglia». La presidente dell’Assemblea legislativa richiama inoltre l’attenzione sui dati relativi alla violenza di genere: «I dati diffusi dal procuratore generale Sottani sul Codice rosso sono allarmanti: 1300 procedimenti per una regione piccola come la nostra rappresentano un grido d’allarme». Preoccupa, aggiunge, anche «il sensibile aumento di episodi tra i minori», un quadro che evidenzia «la necessità di interventi chiari sul fronte della cultura e dell’educazione». Bistocchi ricorda infine che l’8 marzo di quest’anno coincide con gli ottant’anni dal diritto di voto alle donne: «Nel 1946 per la prima volta tutte le donne poterono votare e candidarsi». Un passaggio storico che portò alla nascita delle cosiddette «Madri costituenti» e che, conclude, richiama oggi «impegno e responsabilità affinché le istituzioni possano lasciare una società più giusta e più equa».

Regione Dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti arriva inoltre «anche un richiamo al linguaggio pubblico, alla qualità del discorso collettivo, al modo in cui raccontiamo le donne e il loro ruolo». «Le istituzioni hanno il dovere di usare un linguaggio che riconosca, rispettivo, non riduca, non giustifichi, non normalizzi», afferma. Secondo Proietti «la responsabilità collettiva riguarda ogni ambito». «Le istituzioni – aggiunge –, la scuola, il lavoro, lo sport, l’informazione sono spazi sociali importanti dove costruire e difendere il rispetto e le pari opportunità, dove si formano immaginari e si spezzano stereotipi». In questo contesto, la presidente della Regione rivolge anche un pensiero «a tutte le donne che si trovano nei molti paesi in guerra perché che vivono sulla propria pelle le atrocità di conflitti insensati». «L’8 marzo chiede di stare dalla parte della libertà femminile senza ambiguità, perché la dignità delle donne sia pienamente riconosciuta», conclude.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.