di Chiara Fabrizi

Confiscati 4 milioni di euro in beni mobili e immobili al finto monaco broker. Si tratta di un 53enne originario di Roma, che per diversi anni ha vissuto nella zona di Todi e ora risulta residente a Barberino del Mugello. A suo carico la Guardia di Finanza di Perugia ha disposto un’indagine patrimoniale, all’esito della quale è stata accertata la sproporzione patrimoniale tra i beni posseduti e i redditi dichiarati.

Il provvedimento di sequestro finalizzato alla successiva confisca è stato emesso dal tribunale di Roma, che nel febbraio scorso ha condannato il finto monaco broker a 6 anni di reclusione per abusivismo finanziario in relazione a una serie di compravendite di strumenti finanziarie per conto di 11 clienti che nel 2015 gli avevano affidato complessivamente oltre 1 milione di euro e pure per il reato di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

In particolare, i sigilli sono scattati su una serie di beni di cui il 53enne è direttamente proprietario o di cui lo sono due persone a lui vicine, ossia la compagna e la moglie. Tra questi figurano una società agricola che si trova a Todi, mentre altre analoghe, alcune anche con impianti fotovoltaici, hanno sede tra Subbiano e Lucignano in provincia di Arezzo, dove si concentravano il grosso delle sue proprietà.

Complessivamente è stata accertata la disponibilità da parte del 53enne di beni per oltre 4 milioni di euro, suddivisi in sei società con sedi in Umbria, Toscana e anche a Roma, tre conti bancari, 12 fabbricati e 39 terreni tra Lucignano e Subbiano, un impianto fotovoltaico di ingente valore sempre a Lucignano e un claviorgano, strumento musicale antico di particolare pregio. Il finto monaco broker è per l’autorità giudiziaria un soggetto connotato da «pericolosità sociale», poiché «abitualmente dedito a traffici delittuosi da cui trae proventi per il proprio sostentamento e di quello dei suoi familiari».

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