di Danilo Nardoni
Testi intimi, profondi. Una scrittura autobiografica autentica. Ma anche un percorso artistico solido. Sulla scena musicale, con un progetto cantautorale indie pop, in italiano, che trasforma esperienze di vita reali in canzoni intime, emotive e profondamente umane, ha fatto il suo ingresso il “nuovo” percorso del musicista perugino Iuri Lodovichi, in arte MonAmour.
In passato, il cantante e chitarrista poliedrico, con un lungo percorso artistico che spazia dal metal moderno al grunge, fino all’avant-garde pop, ha preso parte a progetti come Desource, Nerodime e Aplasticmoon, aprendo concerti di artisti di rilievo nazionale e internazionale tra cui Architects, Gazebo Penguins, L’Officina della Camomilla, Paolo Benvegnù, Giorgio Canali e Motta.
Con MonAmour, Lodovichi sceglie ora una direzione più essenziale e introspettiva, mettendo al centro la scrittura, l’emotività e il racconto autobiografico. Le sue canzoni nascono da esperienze vissute in prima persona e affrontano, senza filtri, le fragilità e le contraddizioni dell’essere umano. Un elemento centrale del progetto è il percorso personale dell’artista: per quasi dieci anni Lodovichi ha vissuto viaggiando, zaino in spalla e chitarra al seguito. Questo vissuto si riflette in testi che appaiono come spaccati di vita reale, nudi e sinceri.
Musicalmente, MonAmour si muove in quell’indie pop cantautorale minimale ed evocativo, dove l’arrangiamento lascia spazio alla voce e alle parole. La prima fase del progetto MonAmour si articola in quattro brani, pensati come capitoli di un racconto emotivo unitario. I pezzi esplorano episodi che hanno segnato in modo profondo la vita sentimentale dell’artista, in un periodo caratterizzato da forte introspezione.
Il progetto MonAmour, nasce durante l’estate scorsa, in co-produzione tra Urban Records e JL Rodomonte Production, ed inizia, a livello discografico, con l’uscita del primo singolo “Scivoli via” il 6 novembre scorso, e prosegue con il secondo singolo “Parlami di te”, dallo scorso weekend su tutte le piattaforme, a cui seguiranno altri due brani a marzo ed aprile, in attesa della pubblicazione del primo EP dell’artista, previsto per maggio 2026. Questo conterrà 7 brani, che rappresenteranno un percorso musicale ben preciso riguardante l’inizio di questa avventura artistica, il tutto supportato da concerti live e aperture di artisti, che si protrarranno per tutto il periodo estivo.
A coccolare la nuova avventura dell’artista è l’Urban Records di Perugia, non nuova a scovare talenti, che nasce come etichetta discografica nel 2020, durante il periodo Covid, con il primo progetto, i Melancholia, che hanno portato a battesimo l’attività dello studio di registrazione e del suo arrangiatore e tecnico del suono, Diego Radicati, alla ribalta nazionale attraverso l’edizione 2020 di Xfactor. L’Urban Recording Studio invece, fin dal 2008 ha fornito il suo servizio di registrazione e arrangiamento professionale a decine di band del panorama regionale e nazionale. Dal 2020 molti sono stati gli artisti che sono stati prodotti dall’etichetta, tra gli altri Tafa2712 e Goldqueer, con le produzioni artistiche in atto ora che si identificano oltre che in MonAmour anche con i No Man’s Land.
