Le Regioni europeo sono classificate per livello di sviluppo. Lo scopo è quello di determinare l’intensità del cofinanziamento Ue e quindi la distribuzione del budget europeo. Le Regioni più sviluppate sono quelle con un Pil pro capite maggiore della media Ue, mentre sono Regioni in transizione quelle con un Pil pro capite tra il 75 per cento e il 100 per cento della media Ue. Fino al periodo 2014-2020, l’Umbria era classificata come Regione più sviluppata, ma ha subito una riduzione relativa del Pil pro capite, produttività e occupazione che l’ha portata a essere ridefinita. Ciò implica che, se da un lato, le politiche implementate fino ad ora, in un quadro generale di crisi strutturale della nostra Regione e anche a causa di scelte sbagliate nell’utilizzo dei queste risorse, non hanno portato i risultati sperati, dall’altro la nostra Regione verrà ad avere la disponibilità di finanziamenti più ingenti di prima. CONTINUA A LEGGERE
Fino al periodo 2014-2020, l’Umbria era classificata come Regione più sviluppata, ma ha subito una riduzione relativa del PIL pro capite, produttività e occupazione che l’ha portata ad essere ridefinita. Ciò implica che se da un lato le politiche implementate fino ad ora, in un quadro generale di crisi strutturale della nostra Regione e anche a causa di scelte sbagliate nell’utilizzo dei queste risorse, non hanno portato i risultati sperati, dall’altro la nostra Regione verrà ad avere la disponibilità di finanziamenti più ingenti di prima. È senz’altro un’occasione per pensare diversamente le priorità d’investimento, i programmi di coesione regionale, progetti di sviluppo, d’innovazione e di infrastrutture per tentare di dare una svolta alle politiche e alle dinamiche di sviluppo dell’Umbria.
