Lo “Scettro dell’imprenditorialità” restituisce una fotografia aggiornata e molto concreta di dove, in Umbria, fare impresa è più diffuso e radicato. L’indicatore utilizzato è semplice ma efficace: il numero di imprese attive ogni 100 abitanti, calcolato tenendo conto sia della popolazione residente sia delle aziende effettivamente operative al 31 dicembre 2025. Più alto è il rapporto, più forte è la vocazione imprenditoriale di un territorio.
Il dato di partenza riguarda esclusivamente le imprese attive, cioè quelle che non risultano solo iscritte al Registro delle imprese della Camera di commercio dell’Umbria, ma che svolgono realmente un’attività. La distinzione non è marginale. In regione le imprese registrate sono 90.231, ma quelle attive scendono a 77.777. È su questo perimetro che si misura la reale capacità di un territorio di produrre economia, lavoro e valore.
Nel confronto nazionale l’Umbria – secondo i dati analizzati dalla Camera di commercio attraverso lo studio del giornalista economico Giuseppe Castellini – conferma una densità imprenditoriale superiore alla media italiana. Nel 2025 in regione si contano 9,1 imprese attive ogni 100 abitanti, contro una media nazionale di 8,5. Un vantaggio non clamoroso, ma stabile, che segnala una vocazione imprenditoriale diffusa e strutturale, presente in territori diversi per dimensione e caratteristiche.
Tra i comuni con oltre 10mila abitanti, quelli dove si concentra la maggior parte della popolazione regionale e dove anche la dimensione media delle imprese è più elevata, lo “Scettro dell’imprenditorialità” va ancora a Todi. Il comune registra 12 imprese attive ogni 100 abitanti, un dato che lo colloca nettamente al vertice della graduatoria. Seguono Castiglione del Lago con 10,4, Assisi e Orvieto entrambe con 10,1. Subito dietro si collocano Bastia Umbra con 9,9, Gubbio e Città di Castello con 9,8, quindi Gualdo Tadino e Marsciano, che si attestano sopra quota dieci, e Umbertide con 9 imprese ogni 100 abitanti.
Nella parte bassa della classifica compaiono San Giustino, ultimo con 6,9 imprese ogni 100 abitanti, Amelia con 7,9, Magione con 8, mentre Terni e Corciano si fermano a 8,2. Spoleto registra 8,8 imprese ogni 100 abitanti, Foligno 8,6 e Narni 8,3. Perugia, capoluogo regionale, si colloca al tredicesimo posto su 19 comuni sopra i 10mila abitanti, con 8,6 imprese attive ogni 100 abitanti.
Il confronto tra i valori estremi è significativo. Tra Todi e San Giustino il divario sfiora il 74 per cento. In altri termini, nel comune in testa alla graduatoria la propensione a fare impresa è quasi tre quarti più alta rispetto a quello che chiude la classifica. Molto più contenuta, invece, la distanza tra i due capoluoghi di provincia: Perugia presenta una vocazione imprenditoriale solo del 4,9 per cento superiore a quella di Terni, un dato che ridimensiona alcune percezioni consolidate.
Nella fascia dei comuni tra 5mila e 10mila abitanti il 2025 segna un cambio al vertice. Montefalco conquista lo “Scettro dell’imprenditorialità” con 13,3 imprese attive ogni 100 abitanti, superando Gualdo Cattaneo, che per anni aveva guidato questa classifica e che ora si ferma a quota 12. Il sorpasso era già in parte anticipato nel 2024. Alle loro spalle si collocano Nocera Umbra, Trevi e Panicale, tutti con 9,9 imprese ogni 100 abitanti, seguiti da Spello con 9,4. In coda si trovano Passignano sul Trasimeno con 7,8 e Città della Pieve con 8,5. Deruta registra 9,2 imprese ogni 100 abitanti, Torgiano 8,6. Anche in questa fascia il divario è ampio: Montefalco mostra una densità imprenditoriale superiore di oltre il 70 per cento rispetto a Passignano sul Trasimeno.
Novità dell’edizione 2025 è l’introduzione di una graduatoria dedicata ai comuni tra 2mila e 5mila abitanti, pensata per evitare le forti oscillazioni che caratterizzano i centri molto piccoli. In questa fascia lo “Scettro dell’imprenditorialità” va a Norcia, che con 15,1 imprese attive ogni 100 abitanti risulta il comune umbro con la maggiore densità imprenditoriale in assoluto. Seguono Massa Martana con 13,2, Cascia con 12,3, Giano dell’Umbria con 12,1, quindi Collazzone e Valfabbrica, entrambe con 11,8. Nella parte bassa della graduatoria compaiono Attigliano con 6 imprese ogni 100 abitanti, San Gemini con 6,7, Stroncone con 7,6, Castel Viscardo con 7,9 e Sigillo. Anche in questo caso le differenze territoriali risultano marcate e indicano modelli di sviluppo economico molto diversi all’interno della stessa regione.



