di Maria Giulia Pensosi 

È possibile modificare il progetto del teatro Verdi per elevare il soffitto di circa tre metri riacquisendo così i volumi preesistenti della struttura? Di questo si discuterà durante il consiglio comunale aperto convocato nei giorni scorsi dalla presidente della massima assise di Terni, Sara Francescangeli. L’appuntamento, fissato per il prossimo 16 marzo, avrà al centro la proposta messa nero su bianco da circa 500 cittadini.

La richiesta dei cittadini In aula sbarcherà quindi l’atto di indirizzo di iniziativa popolare, firmato per la precisione da 484 cittadini, che risale a marzo 2025. La richiesta di modifica del progetto del nutrito gruppo mira ad aumentare la capienza della struttura e migliorarne l’acustica: «Tale modifica, lungi dal rappresentare un mero capriccio estetico, si configura come un intervento imprescindibile per garantire alla nostra città un teatro degno di questo nome, capace di ospitare compagnie di alto livello e opere di grande richiamo – questa la posizione dei cittadini -. Un teatro con una capienza adeguata è un investimento sul futuro culturale di Terni, un luogo di aggregazione e crescita per tutta la comunità. Tali prerogative importanti sono un valore imprescindibile sia dal punto di vista economico che da quello turistico. Questo è il vero significato della “cultura” come volano economico».

Consiglio comunale aperto teatro Verdi «Sarà l’occasione per spiegare pubblicamente se questa strada è percorribile o meno – ha spiegato a Umbria24 l’assessore Giovanni Maggi – tenendo conto di vari aspetti, tra questi i tempi del Pnrr. Sarà anche spiegato se tecnicamente quelle proposte sono realizzabili o se, ad esempio, alzare di tre metri il teatro comporterebbe problemi». L’assessore non anticipa quale sarà il “verdetto definitivo” e quali le spiegazioni che saranno date ai cittadini; in pratica, non confida se l’amministrazione ritiene possibile alzare di tre metri il teatro per avere più spazio per il pubblico o meno. Tutto ciò emergerà dal consiglio comunale aperto del prossimo marzo. Intanto i cittadini continuano a muoversi e a rivendicare la propria posizione, lamentando la convocazione tardiva dell’assise e temendo che la proposta ormai, visto anche l’avanzamento dei lavori, non sarà accolta.

Alzare o non alzare la sala della struttura Del tema se ne era già parlato nei giorni scorsi a Palazzo Spada sponda un atto di indirizzo del consigliere del gruppo Misto Guido Verdecchia che è stato bocciato dall’assemblea. L’atto respinto in aula aveva al centro diversi temi: «Capienza e volumetria con la necessità di sopraelevare la sala di tre metri per tornare alla capienza storica di 900/1.000 posti, indispensabile per le grandi compagnie nazionali; acustica e lirica: stralcio delle gallerie non funzionali che rifrangono il suono e adeguamento della buca d’orchestra, oggi insufficiente per i musicisti necessari alle opere liriche; patrimonio Unesco: l’obbligo morale di onorare il canto lirico italiano, riconosciuto Patrimonio dell’umanità, con una struttura all’altezza». Ora Verdecchia, che in pratica portava all’attenzione dell’assise le posizioni e le richieste dei cittadini, torna alla carica: «L’annuncio della maggioranza di voler convocare un consiglio comunale aperto il prossimo 16 marzo è solo una manovra diversiva – scrive il consigliere -. È il tentativo di disinnescare la protesta e la “bomba” politica che ha messo in luce la verità in aula il 19 gennaio. Se la giunta volesse davvero ascoltare i ternani, oggi non avrebbe altra scelta che fermare immediatamente i lavori. Che senso ha chiamare i cittadini a esprimersi se nel frattempo i cantieri proseguono spediti, rendendo ogni variante tecnica impossibile? Senza un blocco immediato delle opere, il consiglio del 16 marzo sarà l’ennesima presa in giro, una messinscena per lavarsi la coscienza mentre si cementano gli errori del passato».

Proseguono i lavori Intanto nel cantiere del teatro si lavora a ritmi serrati per rispettare le scadenze, dettate dal Pnrr. «Stiamo cercando di apportare al progetto dei miglioramenti – spiega ancora l’assessore Maggi – con particolare attenzione all’acustica del teatro. Al momento c’è anche una interlocuzione con il ministero della Cultura per poter migliorare gli arredi e le attrezzature sceniche. Ci teniamo – chiosa – a realizzare il miglior Verdi possibile».

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