©️Fabrizio Troccoli

di Enzo Beretta 

Condanna a due anni e tre mesi di reclusione per un 34enne albanese imputato per estorsione ai danni di un frate minore di Santa Maria degli Angeli. La sentenza è stata pronunciata oggi pomeriggio al termine del processo celebrato nell’Aula E del Tribunale penale di Perugia davanti al giudice monocratico Lidia Brutti.

Accuse Secondo la ricostruzione della Procura di Perugia l’imputato avrebbe minacciato il religioso di diffondere un presunto video a sfondo sessuale, inducendolo a consegnare denaro. I due si sarebbero conosciuti nel settembre 2023 su un sito di annunci. L’uomo avrebbe inizialmente ottenuto 200 euro, per poi avanzare una seconda richiesta di 230 euro, somma consegnata sotto il controllo dei carabinieri dopo che il frate aveva denunciato il presunto ricatto in caserma.

Minacce Nelle carte dell’accusa si legge che l’escort gay avrebbe prospettato la possibilità di informare il vescovo e avrebbe anche fatto riferimento a un presunto rapporto di amicizia con il direttore di un giornale umbro. Il procedimento si è svolto a porte chiuse.

Arrestato Nel dicembre 2023 la Procura della Repubblica aveva chiesto il giudizio immediato nei confronti dell’escort gay arrestato tre mesi prima a Perugia. L’arresto era stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari del capoluogo umbro: dopo alcune ore trascorse in carcere e l’interrogatorio di garanzia svolto a Capanne, l’indagato era tornato in libertà con l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

Requisitoria L’udienza di oggi pomeriggio si è aperta con la requisitoria del pubblico ministero Michela Turchetti che, tenendo conto della concessione delle attenuanti generiche, aveva proposto per l’imputato una richiesta di condanna poi accolta dal tribunale.

Difesa L’avvocato Fernanda Cherubini aveva chiesto in via principale l’assoluzione perché «il fatto non sussiste»; in subordine la riqualificazione dei fatti in esercizio arbitrario delle proprie ragioni o violenza privata, sostenendo che, in virtù della remissione di querela da parte del frate, si sarebbero potute aprire le porte per un’assoluzione.

Parte civile Il frate, assistito dall’avvocato Luca Gentili, ha rinunciato alla costituzione di parte civile dopo aver incassato una somma che ha deciso di devolvere al Patriarcato Latino di Gerusalemme, impegnato nei territori di guerra tra Israele e Palestina.

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