di Chiara Fabrizi
Segna 95 titoli per 203 recite e sfiora i 7 milioni di euro, il budget economico 2026 della Fondazione Festival dei Due Mondi, firmato dal presidente e sindaco Andrea Sisti, che traccia le coordinate di Spoleto69 di scena dal 26 giugno al 12 luglio. Quella in arrivo tra circa 5 mesi, però, è la prima edizione curata dal nuovo direttore artistico Daniele Cipriani, scelto dal ministro Alessandro Giuli, che dopo cinque anni ha archiviato l’era Monique Veaute. Il documento economico è stato approvato il 15 gennaio scorso dal Consiglio di amministrazione della Fondazione Festival e domani 20 gennaio sarà presentato, discusso e votato dall’assemblea dei soci in seconda convocazione.
In particolare, Spoleto69 presenterà al pubblico due titoli di opera lirica con cinque appuntamenti in cartelloni, per i quali viene prevista una spesa di 105 mila euro contro i quasi 110 mila euro della precedente edizione. Sette saranno, invece, gli appuntamenti in cartellone per la danza che si traducono in 24 recite: in questo caso il “previsionale” segna una spesa in crescita, che passerebbe da 187 mila euro a 265 mila. Il teatro, quindi la prosa, che è curata dal consulente Leo Muscato, segna 13 titoli e 54 recite, con budget dedicato più che raddoppiato, passando da 93 mila euro a 233 mila euro. Protagonista indiscussa di Spoleto69 sarà la musica, sezione che è curata dalla giovane pianista Beatrice Rana: lei propone 70 concerti per 80 appuntamenti, per i quali può contare su uno stanziamento di 574 mila euro contro i 448mila euro dello scorso anno.
Sotto il profilo economico va segnalato una previsione in crescita delle entrate, che passano da quasi 6,1 milioni di euro a poco più di 6,9 milioni di euro: la nuova direzione artistica, infatti, conta di incrementare gli introiti di biglietteria da 846 mila euro a quasi 1,2 milioni di euro; un’impennata massiccia viene stimata anche sui ricavi da sponsorizzazioni ordinarie, che si intende far salire da 138 mila euro a 450 mila; più modesto l’incremento per i ricavi da sponsorizzazioni tecniche, che passerebbero da 135 mila euro a 195 mila; così come i contributi da privati aumenterebbero da 542 mila euro a 450 mila euro. Per le entrate della Fondazione Festival di Spoleto, comunque, la parte del leone continuano a farla i contributi pubblici, che però passano da 4.317.324 euro a 4.401.324 euro. Non c’è, dunque, traccia del milione di euro in più riconosciuto al Due Mondi con la manovra di bilancio approvata dal Parlamento poco prima di Natale.
Agli 800 mila euro in più segnati tra le entrate corrisponde anche un aumento delle spese: nel budget economico è contenuta una riclassificazione dei costi totali, che superano la soglia dei 6,9 milioni contro i 5,8 milioni dello scorso anno. In particolare, aumentano i costi per gli spettacoli, che passano da 1.866.366 euro a 2.622.600 euro; crescono anche i costi diretti e indiretti di produzione, che aumentano da 1.993.715 a 2.202.429 euro; diminuiscono, invece, i costi generali della Fondazione, che si contraggono da 324.363 euro a 290 mila; aumenta il costo del personale (al netto delle componenti artistiche e di produzione), che sale da 1.386.788 euro a 1.567.508, con un incremento marcato che riguarda i contratti a tempo determinato (stagionali e scritturati), per i quali il budget passa da 521 mila euro a 648 mila.
In questo quadro, però, è prevista una contrazione rilevante del margine operativo lordo, che dai 467 mila euro dell’ultimo bilancio si riduce fino a 164 mila euro. Analogamente sul risultato operativo si prevede una flessione da 351 mila euro a 66 mila euro, che porterebbe a un risultato d’esercizio pari a zero, mentre lo scorso anno è stato di 285 mila euro, ma anche il budget economico 2025 prevedeva un risultato finale di zero, che è poi salito a 285 mila euro.
