Pierantonio dopo il terremoto (Fabrizio Troccoli)

Sulla chiusura dell’ambulatorio del medico di medicina generale nella frazione di Pierantonio, nel comune di Umbertide, interviene la direzione dell’Usl Umbria 1 per chiarire alcuni aspetti richiamati nei giorni scorsi da dichiarazioni dell’amministrazione comunale e dal Partito democratico.

L’Azienda sanitaria ricorda innanzitutto che il medico di medicina generale opera in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale e che, salvo casi specifici previsti dalla normativa, le spese relative agli ambulatori, sia principali sia secondari, ricadono direttamente sul professionista. Nel caso di Pierantonio, la decisione di chiudere il secondo ambulatorio «è maturata al termine di un confronto prolungato, nel corso del quale il medico aveva più volte sollecitato il Comune a collaborare per individuare una sede alternativa. Un percorso portato avanti anche con il coinvolgimento della direzione del distretto dell’Alto Tevere dell’Usl Umbria 1, che ha operato con l’obiettivo di mantenere il servizio sul territorio, pur non potendo intervenire sulle scelte del professionista».

Secondo quanto precisato dall’Azienda sanitaria, i locali utilizzati fino ad ora erano stati giudicati non idonei dal dipartimento di prevenzione nell’ultima verifica, con prescrizioni specifiche. Per questo motivo non possono essere definiti «a norma per il settanta per cento», come affermato in precedenza. L’Usl Umbria 1 smentisce inoltre l’esistenza di accordi con il proprietario dell’immobile, chiarendo che il «contratto di affitto riguarda un soggetto privato e che l’Azienda non ha titolo per intervenire direttamente su questo aspetto».

In assenza, ad oggi, di una soluzione condivisa sulla sede, il medico ha deciso di chiudere lo studio di Pierantonio, precisando però che continuerà a garantire le visite domiciliari ai pazienti più fragili e l’emissione delle ricette mediche immateriali, che non richiedono lo spostamento degli assistiti. Per le altre prestazioni, l’attività proseguirà nell’ambulatorio principale di Umbertide, distante circa otto chilometri dalla frazione.

Rispetto all’ipotesi di istituire una “zona carente di medicina generale”, l’Usl Umbria 1 ricorda che tali aree vengono individuate sulla base della normativa prevista dall’Accordo collettivo nazionale dell’assistenza primaria e attraverso il successivo passaggio in Comitato aziendale della medicina generale. Anche in questo caso, resterebbe comunque aperto il nodo della disponibilità di una sede idonea per l’ambulatorio.

Nel frattempo la direzione distrettuale dell’Alto Tevere «sta lavorando a una proposta da sottoporre all’amministrazione comunale, che prevede l’utilizzo di un possibile locale pubblico da destinare a studio medico, previa verifica di tutte le caratteristiche necessarie per l’idoneità». L’Azienda sanitaria sottolinea che il dialogo con il Comune proseguirà anche nel caso in cui questa soluzione non risultasse praticabile, con l’obiettivo di individuare un’alternativa che consenta di riaprire il secondo ambulatorio e ripristinare il servizio, considerato l’elevato numero di assistiti presenti nella frazione di Pierantonio.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.