Arrestato a Città della Pieve, con l’accusa di tentato omicidio, un 37enne tunisino ritenuto responsabile dell’aggressione a colpi di katana, avvenuta il 12 maggio nel quartiere di San Sisto, che aveva portato al grave ferimento di un uomo al quale era stata amputata la falange di un dito della mano. Il maghrebino, destinatario di un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, è stato fermato nelle ultime ore mentre viaggiava in auto con un connazionale: alla vista della pattuglia hanno tentato la fuga in una zona boschiva ma entrambi sono stati rintracciati e fermati.
«Allarme sociale» A maggio, a San Sisto – ricostruisce una nota della Procura – un 27enne tunisino aveva «riportato gravissime lesioni, in seguito ad un’aggressione subìta da più persone», violenza che si è interrotta «solo grazie alle urla e all’intervento dei cittadini presenti che hanno prontamente richiesto l’intervento delle forze dell’ordine». «La brutalità e le modalità dei fatti – spiega il procuratore Raffaele Cantone – avevano destato un forte allarme sociale nell’intera comunità».
Pericolo di fuga Sussistendo il pericolo di fuga per gli stranieri indagati era stato inizialmente emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di quattro persone, senza fissa dimora e già noti alle forze dell’ordine. Due di loro sono state arrestate il 26 maggio, altri due sono tuttora irreperibili e ricercati in Italia e all’estero. Le successive investigazioni, portate avanti tramite l’escussione di testimoni, l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, le individuazioni fotografiche e gli riscontri tecnico-scientifici, hanno consentito di individuare un quinto presunto complice del tentato omicidio, il 37enne appena arrestato, nei confronti del quale era stata emessa ordinanza cautelare, per il quale è scattata, oltre all’accusa di tentato o omicidio, anche quella di porto ingiustificato di armi.
